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Cos'è e come funziona?Daniela Gentili Presidente dei Democratici Arvalia e Direttore editoriale di Caffè Democratico

Daniela Gentili
direttore editoriale e presidente dei Democratici Arvalia

Il Caffè Democratico è un giornale stampato e on-line dedicato a chi vuole leggere di politica vissuta, sentita, commentata da chi opera "in prima linea" , confrontandosi con i problemi della quotidianità, con le speranze dei giovani, con le amarezze dei cittadini, con i bisogni che la società esprime. Nasce dall'impegno dei Democratici Arvalia, centro d'iniziativa per il Partito Democratico promosso da Gianni Paris, presidente del XV Municipio di Roma.
E' un giornale dei cittadini, un giornale dei politici, un giornale dei tecnici è un giornale per il Partito Democratico, è un'espressione riformista di partecipazione politica.  Rappresenta "l'ultimo miglio" della comunicazione politica, che non vive di scoop ma che si propone di ascoltare e di dire!

E' un giornale con il quale noi con forza affermiamo di avere
VOGLIA DI FUTURO !

Non occorre essere giornalisti professionisti o politici navigati per poter esprimere il vostro pensiero, per poter partecipare al dibattito, all'analisi, contribuire con le proprie idee, fornire nuovi spunti, arricchire di dati. Per questo abbiamo fatto una scelta: il testo degli articoli oltre che stampato e diffuso gratuitamente sarà pubblicato in questo sito, corredato di grafica, glossario dei termini, approfondimenti e sarà riportato anche sul BLOG dove tutti i cittadini "navigatori" potranno commentare ed integrare ogni tema proposto o suggerirne di nuovi!

Daniela Gentili

Direttore responsabile:
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Direttore editoriale:
Daniela Gentili

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Vice caporedattore:
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Questo giornale è realizzato grazie al contributo dei Democratici Arvalia

La redazione  del Caffè Democratico on-line
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Editoriale
di
Gianni Paris
Presidente del XV Municipio di Roma
 

Partito Democratico. Una nuova classe dirigente per il Paese.
Per guardare con ottimismo verso il destino economico e democratico.

Se due partiti come i Democratici di Sinistra e la Margherita decidono dimettersi in discussione e di dar vita ad una fase costituente, utile alla nascita di un nuovo soggetto politico, questo avviene, tra l’altro, per raggiungere l’ambizioso obiettivo di mettere a disposizione della società uno strumento più adeguato del precedente a dare risposte qualificate alle nuove sfide che il progresso ci impone....prosegue

 

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L'America di  Obama
 

 di Manuele Marcozzi

 

 

Barack Obama 46 anni nato il 4 Agosto del 1961 ad Honolulu (Hawaii), figlio di un mussulmano del Kenya e di una ragazza bianca del Kansas. E’ la vera sorpresa delle elezioni primarie del Partito democratico statunitense, a cui stanno partecipando gli elettori per scegliere chi nel novembre di questo anno sarà il candidato che avrà l’obiettivo di riportare un democratico alla Casa bianca.

Obama è il nuovo fenomeno della politica  a stelle e strisce, ha superato nel New Hampshire,  senza troppe difficoltà, la candidata inizialmente più autorevole, Hilary Clinton.

Obama è riuscito a scuotere le anime degli elettori democratici, incarnadno il nuovo contro il vecchio. Ha riportato entusiasmo nei giovani, il 45% dei suoi elettori è sotto i 35 anni. In un epoca dove gli USA soffrono di una grave crisi economica e di una crisi d’immagine, Obama vuole personificare il cambiamento e non ne fa mistero, visto che il light motiv della sua compagna elettorale è basato solo ed esclusivamente su una parola: change (cambiamento).

E con questo indirizzo sono stati scritti i principali punti del suo programma elettorale. Dal ritiro delle truppe in Iraq ad un sistema sanitario più pubblico che privato, passando attraverso una nuova politica sociale più efficace nella lotta alla povertà ed un nuovo atteggiamento nei confronti dell’immigrazione. Tema che, sostiene Obama, è stato utilizzato dai politici per dividere la nazione piuttosto che per trovare una vera soluzione.

E' il più carismatico ed il più ispirato tra i candidati alla Casa bianca. Dotato di un ottima retorica, incapace di fare gaffe e strafalcioni. Nel 2005 il presidente Gorge Bush gli disse con fare scherzoso: "La prego senatore, nel prossimo discorso mi dia l'occasione di prenderla in giro: faccia almeno un errore". Obama è l’uomo che sogna di diventare il primo presidente di colore degli USA. L’uomo che sa che, se vorrà realizzare questo sogno, dovrà vincere le primarie. Le dovrà vincere contro la moglie dell’ultimo presidente democratico che gli Stati Uniti hanno avuto, Bill Clinton.

Questo sogno passa attraverso una difficilissima campagna elettorale, che fino ad ora no ha escluso colpi bassi, ne da una parte ne dall’altra. Ma, finora, gli accenni all’uso di droga da giovane (ammesso pubblicamente da Obama), alla sua ineleggibilità nel Sud per il colore della sua pelle ed alla sua inesperienza, hanno avuto un effetto boomerang per i suoi concorrenti. Chissà se questo quarantenne riuscirà a coronare il suo sogno? Riuscirà a migliorare l’immagine degli USA nel mondo, drasticamente caduta in basso con la gestione Bush? Chissà se riuscirà a portare avanti la sua lotta alla politica della divisione?

In conclusione citiamo una delle sue frasi che rivela un intento politico e che va oltre ogni genere ogni razza ed ideale: " Vi sono patrioti contrari alla guerra in Iraq e vi sono patrioti che la sostengono. Siamo un solo popolo, pronti a ribadire la nostra fedeltà alla bandiera, pronti a difendere gli Stati Uniti d'America. Non esiste un'America nera, un'America ispanica, un'America asiatica, un'America bianca: esistono solo gli Stati Uniti d'America".

 
vedi articolo collegato:
...E quella di Hillary

Articolo pubblicato e stampabile dal numero 3 del Caffè Democratico

3  Gen/Mar 2008

 

 

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