lacrime e sangue
In Italia sta accadendo qualcosa di molto simile alla crisi subprime che ha imperversato negli Usa la scorsa estate e continua ad allarmare il mondo economico. Nelle città italiane si registra un aumento dei pignoramenti di case gravate da mutui. Neelie Kroes, commissario europeo alla Concorrenza, lancia il monito: "la nostra economia sta andando estremamente bene ma siamo consapevoli che la crisi, che è iniziata negli Stati Uniti, sta arrivando e sta influenzando anche l'Europa".
In 18 mesi i tassi europei sono praticamente raddoppiati. Con conseguenze dirette sulle rate dei mutui, in particolare su quelli a tasso variabile, sui prestiti al consumo e sul debito pubblico.
Citiamo un esempio di calcolo dell'associazione dei consumatori Adusbef: un mutuo a tasso variabile fissato al 3,90% nel giugno del 2004, con una rata mensile di 1.260 euro, a novembre 2007 si attesta a 1.902 euro, + 51% in soli 40 mesi, con un tasso del 5,70% ed aumenta ancora a dicembre di ulteriori 45 euro.
Inoltre, sempre un comunicato dell’Adusbef, evidenzia che a settembre i mutui italiani si attestano in media al tasso del 5,85%, più alto dello 0,87% rispetto alla media UE del 4,98%. Di fatto le banche festeggiano 23 miliardi di utili nel 2007 di cui 5,9 miliardi di euro nel 2007, sono stati incassati per sistematica elusione dell’art.10 del Decreto Bersani sulla simmetria tassi! Sono state presentate denunce alle principali Procure della Repubblica, ma le famiglie non ce la fanno più.
Questo è il grido di allarme lanciato dalle associazioni dei consumatori Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori che comunicano che nei primi otto mesi del 2007 i pignoramenti e le esecuzioni immobiliari nei principali tribunali (da Milano a Napoli, da Torino a Palermo) sono aumentati in media del 20% rispetto all’anno scorso, con punte del 41%.
Ma l’Adiconsum si spinge oltre e rende nota una stima di insolvenza che
quantifica che circa 400mila famiglie, pari al 25% di quelle che hanno acceso un
mutuo a tasso variabile negli ultimi anni, si trova in grandi difficoltà
finanziarie. Il Censis stima in ben 530 mila le famiglie italiane a rischio
insolvenza a causa dei mutui a tasso variabile.
A contribuire c’è stata la grande facilità con cui gli stessi istituti di credito hanno promosso i loro mutui a tassi variabili intorno al 2004, anno in cui i tassi di mercato erano ai minimi storici, a discapito di quelli a tasso fisso, molto meno rischiosi per chi deve sobbarcarsi quasi 30 anni di rate mensili. Negli anni successivi, com’è fisiologico, il costo del denaro ha subito un forte rincaro che ha inciso in modo sensibile sui consumi e sul potere d’acquisto delle famiglie. La conseguenza per chi si vedeva nella situazione di necessità di richiedere un finanziamento per la propria abitazione è quella di non poter onorare l’obbligazione contratta con la banca.
Sull'aumento è intervenuto il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, che ha definito dannosa la decisione della Bce di alzare i tassi di interesse, decisione che: "oltre a rendere meno competitiva l'economia europea su scala mondiale, oltre a costare un bel pò a tutti i cittadini titolari di mutuo, costerà allo stato italiano circa 4 miliardi su base annua di maggiori spese per interessi". Per il Ministro l'organismo monetario europeo dovrebbe mettere al primo posto l'andamento reale dell'economia e non perseguire scelte che di fatto riducono lo stato sociale.
A tal proposito importanti scelte a favore dei cittadini sono state adottate nella finanziaria 2008, basta pensare allo sconto Ici sulla prima casa, il rilancio dell’edilizia residenziale pubblica che certamente favorirà un clima di maggior concorrenza nel mercato immobiliare con il conseguente abbassamento dei prezzi. Ma ciò da solo non basta.
E’ auspicabile il ritorno alla deducibilità fiscale degli interessi sul mutuo senza tetto, anche perché seppur elevato con i recenti provvedimenti, resta un importo irrisorio, fuori dalla realtà di quella che è la pressione che mediamente le famiglie affrontano per i soli interessi. Lo sgravio fiscale sugli interessi pagati andrebbe ad alleggerire le famiglie che si trovano in difficoltà economiche, a causa di rate di mutuo divenute troppo pesanti sia per i tassi sia anche per la crescita dei costi del mercato immobiliare rispetto al potere d’acquisto di un salario.
Il ministro del Tesoro americano Paulson, nella patria del liberalismo sta per imporre tale misura draconiana alle banche americane, forse è un provvedimento che l’Italia deve prendere in seria considerazione unitamente al precedente, per evitare crisi economica, insolvenza e pignoramenti a 3 milioni di famiglie.
Articolo pubblicato e stampabile dal numero 3 del Caffè Democratico
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