Municipi
e Campidoglio
per cambiare la città
Le capacità e le qualità di governo locale, stando alle ultime elezioni cittadine, sembrano aver assunto sempre più importanza tra gli elettori. A differenza di altre tornate elettorali in cui il colore del sindaco trainava con se il voto municipale, stavolta si è vista una netta inversione di tendenza, mostrando come, sempre di più, l’ente di prossimità venga attentamente valutato dal cittadino capace di coglierne a pieno il lavoro e il buon governo.
Da queste considerazioni si deve partire per avviare un processo di decentramento che dovrà vedere rafforzata l’autonomia dei Municipi, per avvicinare sempre di più le istituzioni ai cittadini.
Il Comune di Roma rientra tra le Pubbliche amministrazioni locali italiane che prima di altre hanno avviato un processo di rinnovamento delle procedure burocratiche avvalendosi della tecnologia. Un'innovazione necessaria per una realtà metropolitana dove distanze e numero crescente dei cittadini creano problemi seri sul piano della gestione documentale e del coordinamento dei singoli municipi
Gli attuali Municipi dovranno risolversi senza residui nella '' forma Comune metropolitano '', acquisendo integralmente il relativo regime giuridico. A favore di questa tesi militano motivi di opportunità politica, ma soprattutto ragioni di ordine tecnico e gestionale. Solo percorrendo in modo coerente questa strada, sino all'acquisizione da parte dei Municipi di una propria e distinta personalità giuridica, potranno trovare compiuta e soddisfacente soluzione problemi come quelli connessi al riconoscimento di un'adeguata autonomia finanziaria e contabile, delle gerarchie dei momenti decisionali e di indirizzo, dei centri di responsabilità formale e sostanziale e delle funzioni di controllo sulla complessa macchina amministrativa e tecnica del comune, nonché ad una gestione davvero autonoma delle risorse umane.
Già oggi gli organismi di decentramento sono preposti non soltanto all’erogazione della quasi totalità dei servizi alla persona, ma anche all'assolvimento di funzioni strategiche per la qualità della vita cittadina. E' il caso della manutenzione urbana, edilizia e stradale. Vi sono probabilmente le condizioni per un ulteriore incremento delle competenze decentrate, nei settori predetti, come pure in altri. Così, ad esempio, nella gestione del verde pubblico, ma anche della cultura e della edilizia privata.
E' diffusa la sensazione che, nelle grandi realtà metropolitane, si sia ormai ad un bivio: o si procede verso più compiuti e razionali assetti del decentramento urbano o si rischia un fallimento di tali processi, quanto meno nella loro capacità di concorrere ad un innalzamento della qualità della vita.
Sempre più si sente, nella nostra capitale, la necessità di un decentramento da attuare in breve tempo dando così modo ai Municipi, il livello istituzionale più vicino ai cittadini, la reale possibilità di individuare soluzioni tempestive ai problemi. Andrà quindi capovolto il modello centralistico, il comune dovrà attraverso gli uffici centrali assolvere le funzioni di indirizzo e coordinamento generale, e di individuare in primis tutte le materie in cui i Municipi possono e debbono intervenire in tempi brevi.
Ormai non c’è più tempo, i cittadini ci hanno fatto capire come incida sempre più nella qualità della vita il governo di prossimità. Ineludibile e fondamentale l’apertura di una fase costituente che segni l’avvio di una riforma istituzionale che disegni il comune metropolitano, riconoscendo ai Municipi quelle prerogative di governo locale necessarie a far funzionare meglio la città.
Articolo pubblicato e stampabile dal numero 4 del Caffè Democratico
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