Partito Democratico il giornale caffè democratico a cura dei democratici arvalia. Testata giornalistica di informazione e di partecipazione politicaCaffè Democratico

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Cos'è e come funziona?Daniela Gentili Presidente dei Democratici Arvalia e Direttore editoriale di Caffè Democratico

Daniela Gentili
direttore editoriale e presidente dei Democratici Arvalia

Il Caffè Democraticoè un giornale stampato e on-line dedicato a chi vuole leggere di politica vissuta, sentita, commentata da chi opera "in prima linea" , confrontandosi con i problemi della quotidianità, con le speranze dei giovani, con le amarezze dei cittadini, con i bisogni che la società esprime....prosegue

Daniela Gentili Presidente dei Democratici Arvalia e Direttore editoriale di Caffè DemocraticoDaniela Gentili
direttore editoriale e presidente dei Democratici Arvalia.


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Direttore editoriale:
Daniela Gentili

Vice direttore:
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Capo redattore:
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Questo giornale è realizzato grazie al contributo dei Democratici Arvalia

La redazione  del Caffè Democratico on-line
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Maurizio Carletti
Fracesca Cellamare
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Manuele Marcozzi
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e tanti altri che ringraziamo....


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Editoriale
di
Gianni Paris
Presidente del XV Municipio di Roma
 

Partito Democratico. Una nuova classe dirigente per il Paese.
Per guardare con ottimismo verso il destino economico e democratico.

Se due partiti come i Democratici di Sinistra e la Margherita decidono dimettersi in discussione e di dar vita ad una fase costituente, utile alla nascita di un nuovo soggetto politico, questo avviene, tra l’altro, per raggiungere l’ambizioso obiettivo di mettere a disposizione della società uno strumento più adeguato del precedente a dare risposte qualificate alle nuove sfide che il progresso ci impone....prosegue

 

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Lettera aperta ad un conduttore della sera

Sono mesi che la tv si occupa della nascita del Partito democratico, ospitando negli studi uomini politici della Margherita e dei Ds, rappresentanti di altri partiti, esperti, estensori del noto “Manifesto”. Addetti ai lavori, insomma. O addetti alla politica, se si preferisce.
In tutti gli interventi aleggia sempre un convitato di pietra: la gente comune. Alcuni la definiscono “la società civile”, per altri è “il popolo delle primarie”, in qualche intervento si preferisce dire “quelli che non si riconoscono nei Ds e nei Dl”, ma la sostanza non cambia. Negli interventi e nelle domande dei giornalisti si ripete che la nascita del nuovo soggetto “non deve essere una fusione a freddo tra i due maggiori partiti di governo”.
I massimi dirigenti dell’Ulivo, da Fassino a Prodi, hanno sancito che il percorso che porta alla costruzione del Partito democratico si fonda su due principi basilari: da una parte le primarie come metodo per la selezione dei candidati alle elezioni e dall’altra “una testa un voto”. Questo vuol dire che chiunque, e non solo gli iscritti ai due partiti, potranno partecipare a questo grande processo democratico.
Si registra una grande vitalità tra coloro che non si riconoscono nei partiti fondatori e che aspirano a cambiare i partiti in Italia. Coloro che credono nell’Ulivo e che non sono iscritti ai due partiti sono tanti. Anzi si possono contare. Partendo dalle primarie, cui hanno partecipato 4.300.000 persone, si possono individuare almeno 2 milioni di persone che hanno votato che non sono iscritte ai Ds e nemmeno alla Margherita. Si tratta di gente che si riconosce nel progetto del Partito voluto da Romano Prodi.
Ma se i partiti coinvolti nella nascita del Pd stentano a dar voce a questo pezzo di società, bisogna ammettere che i media fanno lo stesso. Secondo tutte le rilevazioni sociologiche, la maggioranza delle persone si informa attraverso la tv, ma la tv ignora le centinaia di associazioni e semplici cittadini che guardano con interesse alla nascita del Pd. Ci si stupisce che il Pd possa nascere senza pezzi importanti, ma se nessuno “dà voce a chi non ce l’ha” sarà difficile che nuovi soggetti possano partecipare in prima fila al parto.
Nella maggior parte dei casi si privilegiano i volti noti della politica, si sceglie l’audience sicura, garantita dal “grosso nome”, ma si rischia di lasciare immutato il teatrino della politica. Per questo chiediamo ai conduttori di importanti programmi di approfondimento di coinvolgere il più possibile tutti coloro che si stanno impegnando alla nascita del Partito democratico.

 

 

 

 

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