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Cos'è e come funziona?Daniela Gentili Presidente dei Democratici Arvalia e Direttore editoriale di Caffè Democratico

Daniela Gentili
direttore editoriale e presidente dei Democratici Arvalia

Il Caffè Democratico è un giornale stampato e on-line dedicato a chi vuole leggere di politica vissuta, sentita, commentata da chi opera "in prima linea" , confrontandosi con i problemi della quotidianità, con le speranze dei giovani, con le amarezze dei cittadini, con i bisogni che la società esprime. Nasce dall'impegno dei Democratici Arvalia, centro d'iniziativa per il Partito Democratico promosso da Gianni Paris, presidente del XV Municipio di Roma.
E' un giornale dei cittadini, un giornale dei politici, un giornale dei tecnici è un giornale per il Partito Democratico, è un'espressione riformista di partecipazione politica.  Rappresenta "l'ultimo miglio" della comunicazione politica, che non vive di scoop ma che si propone di ascoltare e di dire!

E' un giornale con il quale noi con forza affermiamo di avere
VOGLIA DI FUTURO !

Non occorre essere giornalisti professionisti o politici navigati per poter esprimere il vostro pensiero, per poter partecipare al dibattito, all'analisi, contribuire con le proprie idee, fornire nuovi spunti, arricchire di dati. Per questo abbiamo fatto una scelta: il testo degli articoli oltre che stampato e diffuso gratuitamente sarà pubblicato in questo sito, corredato di grafica, glossario dei termini, approfondimenti e sarà riportato anche sul BLOG dove tutti i cittadini "navigatori" potranno commentare ed integrare ogni tema proposto o suggerirne di nuovi!

Daniela Gentili

Direttore responsabile:
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Direttore editoriale:
Daniela Gentili

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Vice caporedattore:
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Questo giornale è realizzato grazie al contributo dei Democratici Arvalia

La redazione  del Caffè Democratico on-line
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Editoriale
di
Gianni Paris
Presidente del XV Municipio di Roma
 

Partito Democratico. Una nuova classe dirigente per il Paese.
Per guardare con ottimismo verso il destino economico e democratico.

Se due partiti come i Democratici di Sinistra e la Margherita decidono dimettersi in discussione e di dar vita ad una fase costituente, utile alla nascita di un nuovo soggetto politico, questo avviene, tra l’altro, per raggiungere l’ambizioso obiettivo di mettere a disposizione della società uno strumento più adeguato del precedente a dare risposte qualificate alle nuove sfide che il progresso ci impone....prosegue

 

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Le priorità della politica
e la fantapolitica
 

 di Daniela Gentili

 

 

 

Fortunatamente la fantascienza può mostrarci come funzionano le dimensioni alternative, così alcuni aspetti della politica possono apparire comprensibili.
Mi è capitato di incappare in una storia dove i protagonisti della vicenda si trovavano accidentalmente in una dimensione alternativa. Potevano vedere le persone dell’altra dimensione ma queste, invece, non erano in grado di percepire loro. Quando ho visto la puntata della serie televisiva Stargate ho capito cosa è successo ai protagonisti del precedente Governo. Il resto del mondo si trovava in una dimensione alternativa e li vedeva alla guida del Paese ma loro non potevano accorgersi che certe cose in Italia, nella nostra dimensione, accadevano e andavano male anche allora.
Anzi forse proprio allora sono state create le condizioni che hanno portato alla crisi economica e sociale che l’Italia sta vivendo e che il Governo Prodi sta affrontando, cercando soluzioni e ottenendo già qualche importante risultato.
Diversamente, se non prendessi in considerazione l’ipotesi fantascientifica, non saprei proprio spiegarmi il 99% delle loro dichiarazioni.
Fortunatamente oggi non dobbiamo affrontare, oltre alle dimensioni alternative, le realtà alternative. Avremmo potuto trovarci, se avessero vinto nuovamente le elezioni, in una realtà alternativa dove, se tanto mi da tanto, presumibilmente nulla sarebbe cambiato.
Invece di Stargate, qualche personaggio, della coalizione o dell’opposizione, deve aver visto o letto di Harry Potter ed aver trovato una qualche somiglianza in Prodi. Diversamente non si spiegherebbe come Dini, ad esempio, si possa aspettare dalla coalizione di Governo poteri e prodigi magici. Forse se il buon Romano avesse a disposizione la bacchetta il primo desiderio sarebbe proprio quello di poter governare! Mai fosse! Qualcuno potrebbe finire ad Azkaban! Ma andiamo oltre.
Si è da poco concluso un anno di vita e di governo e qualcosa vale la pena di ricordarla.
Prodi e la sua squadra non si sono comportati come avrebbero potuto Harry Potter e l’ordine della Fenice (i maghi amici), ma come un padre di famiglia, come un capo di governo che ha guardato in faccia la realtà, quella della dimensione Italia.
E’ colpevole di aver, prima di tutto, iniziato a sanare i conti.
Torti ne ha molti davvero: è stato ripristinato l'avanzo primario ed il debito sta calando, a fine legislatura arriverà sotto il 100% del pil. Il rapporto deficit/pil a fine anno si è attestato intorno al 2%.
Il fabbisogno del settore statale è calato registrando il miglior risultato dal 2000. Con un avanzo di 15 miliardi di euro scende a 27 miliardi, 7,6 in meno rispetto ai 34,6 del 2006. Il tasso di disoccupazione è il più basso degli ultimi 25 anni. Ha messo in campo due finanziarie scandalose: la prima di risanamento e redistribuzione, la seconda di equità e sviluppo. Sono davvero torti gravi?! Non saranno proprio prodigi ma qualche passo avanti è stato fatto.
Memore dei libri d’avventura giovanili, dimostrandosi oggettivamente un po’ fuori moda, ha voluto impersonare Robin Hood e ha fatto la lotta all’evasione che ne è uscita veramente male, costretta a versare ai poveri qualcosina dei suoi beni.
Ha ragione Gasparri (AN) a dire che questo è stato il Governo più dannoso che l’Italia ricorda.
E poi non parliamo delle intenzioni future: “interverremo per alleviare pressione fiscale sugli stipendi medio-bassi"; è allo studio "un patto per avere maggiori salari e più produttività".
la costituente del partito democratico, le priorità della politica, le priorità del pd, la politica del partito demmocratico, nascita del partito democraticoPensare che per risollevare l’economia occorre soprattutto rimettere le famiglie, i cittadini, in condizioni di vivere è osceno agli occhi di chi vorrebbe un programma alternativo: meno sociale, più imprese.
Non che alleggerire le imprese dalla pressione fiscale sia cosa buona e giusta agli occhi di tutti, ma il governo, che già ha fatto molto in tal senso, ha la strana ossessione che ora hanno la precedenza un nuovo modo di intendere la concertazione, l’aumento del potere d’acquisto dei salari, qualche altro posto di lavoro per i giovani e magari qualche negozio un po’ più pieno dopo il vuoto desolante degli ultimi Natali. O magari che un singolo carciofo non costi più ad un pensionato lo 0,33% del suo reddito o l’affitto di un appartamentino in periferia a Roma anche il 200%.
Le priorità per l’Italia non sono determinabili da gusti personali ma dall’analisi dei fatti.
La crisi del potere d’acquisto è un fatto.
Con salari inadeguati rispetto al caro euro e con un modello di contrattazione risalente agli anni 90, non più rispondente allo scenario attuale, non si va da nessuna parte.
La natalità è bassissima, le famiglie non hanno la possibilità di costituirsi. I giovani ed anche i meno giovani non sono in condizioni di poter acquistare o affittare una casa, soprattutto nelle grandi città e far fronte alle spese del quotidiano. Il livello di indebitamento pro-capite è salito in maniera inaccettabile. Per alcuni anni abbiamo consumato i risparmi, vissuto nelle abitazioni dei genitori. Ora non si può più attendere perché l’economia famigliare è al collasso. I pignoramenti sono aumentati. Ed il caro mutui ha dato a molti il colpo di grazia.
E queste non sono problematiche di laici o cattolici, di destra o di sinistra, o solo dei redditi bassi, ma di tutti.
Meno fantapolitica, meno esibizionismi e un po’ di fiducia ma soprattutto di generosità verso l’elettorato, verso i cittadini. Grazie ai provvedimenti intrapresi di risanamento, di sviluppo e di lotta all’evasione oggi ci sono le basi, le condizioni, per poter ristabilire l’equilibrio che è saltato negli ultimi anni. E il 2008 se Dio vuole, gli alleati e l’opposizione consentono, sarà l’anno del rilancio economico e sociale.
Maggior potere d’acquisto, determinato da un aumento dei salari, dalla diminuzione della pressione fiscale, può portare al rilancio dell’economia tutta, ad un’inversione di tendenza rispetto alla natalità, a ricreare le condizioni di vita per le famiglie, ad innescare la mobilità sociale ormai paralizzata.
Ed è su questi temi, come sulle riforme elettorali, come su quelle istituzionali, sulle questioni ambientali, che maggioranza e anche l’opposizione debbono incontrarsi e produrre risultati concreti.
Non c’è in gioco una campagna elettorale, un governo piuttosto che un altro, la visibilità o l’affermazione di un partito rispetto ad un altro, o di una leadership, ma la salute del nostro Paese. Il nostro futuro.
C’è tempo e modo per fare campagna elettorale. Oggi i cittadini chiedono a tutte le forze politiche di produrre risultati. Non c’è bisogno di contro-programmi di governo, non c’è bisogno di un opposizione che non dialoga, ma di senso di responsabilità.
Apprezzabile è l’apporto che sta dando il nuovo Partito Democratico sia allo stimolo dell’azione di Governo sia al dialogo con le altre forze. Ha aperto un canale di comunicazione con il maggiore partito dell’opposizione sulla riforma elettorale, che ha risposto all’appello, nel tentativo di introdurre uno strumento che consenta riduzione dei partiti e quindi riduzione vera dei costi della politica e maggiore governabilità chiunque sia ad esercitarla. Ha riaperto un dialogo con il mondo dei cattolici che è la più grande sensibilità italiana, piaccia o non piaccia a molti. E come dice giustamente il cardinale Bertone, segretario di stato vaticano, rivolgendosi al leader del Partito Democratico: «Ci si ispiri alla tradizione dei grandi partiti popolari». La sensibilità cattolica non deve essere mortificata, ma ascoltata. Ricordando che Gramsci, Togliatti e Berlinguer, avevano una visione laica ma morale, cioè credevano in un progetto morale ed etico autentico.
Ed è questa la sensibilità che può trovare, insieme a quella laica, risposte concrete nell’azione politica che il PD tenta di intraprendere già nei suoi primi passi.
D’altro canto chi può sostenere che supporto alle famiglie, alle economia, alla natalità, al sociale non sia punto d’incontro vero, concreto, di laici e cattolici? Chi può sostenere invece che l’Italia può rialzare la testa con l’apporto costante di "bastian contrari"?
Ma è lapalissiano che per farlo serve incontrarsi e mettere da parte per qualche tempo demagogia elettorale, comunque interessi troppo parziali e certamente la fantascienza...

Articolo pubblicato e stampabile dal numero 3 del Caffè Democratico

3  Gen/Mar 2008

 

 

 

 

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