Le priorità della politica
e la fantapolitica
Fortunatamente la fantascienza può mostrarci come funzionano le dimensioni
alternative, così alcuni aspetti della politica possono apparire comprensibili.
Mi è capitato di incappare in una storia dove i protagonisti della vicenda si
trovavano accidentalmente in una dimensione alternativa. Potevano vedere le
persone dell’altra dimensione ma queste, invece, non erano in grado di percepire
loro. Quando ho visto la puntata della serie televisiva Stargate ho
capito cosa è successo ai protagonisti del precedente Governo. Il resto del
mondo si trovava in una dimensione alternativa e li vedeva alla guida del Paese
ma loro non potevano accorgersi che certe cose in Italia, nella nostra
dimensione, accadevano e andavano male anche allora.
Anzi forse proprio allora sono state create le condizioni che hanno portato alla
crisi economica e sociale che l’Italia sta vivendo e che il Governo Prodi sta
affrontando, cercando soluzioni e ottenendo già qualche importante risultato.
Diversamente, se non prendessi in considerazione l’ipotesi fantascientifica, non
saprei proprio spiegarmi il 99% delle loro dichiarazioni.
Fortunatamente oggi non dobbiamo affrontare, oltre alle dimensioni alternative,
le realtà alternative. Avremmo potuto trovarci, se avessero vinto nuovamente le
elezioni, in una realtà alternativa dove, se tanto mi da tanto, presumibilmente
nulla sarebbe cambiato.
Invece di Stargate, qualche personaggio, della coalizione o
dell’opposizione, deve aver visto o letto di Harry Potter ed aver trovato
una qualche somiglianza in Prodi. Diversamente non si spiegherebbe come Dini, ad
esempio, si possa aspettare dalla coalizione di Governo poteri e prodigi magici.
Forse se il buon Romano avesse a disposizione la bacchetta il primo desiderio
sarebbe proprio quello di poter governare! Mai fosse! Qualcuno potrebbe finire
ad Azkaban! Ma andiamo oltre.
Si è da poco concluso un anno di vita e di governo e qualcosa vale la pena di
ricordarla.
Prodi e la sua squadra non si sono comportati come avrebbero potuto Harry
Potter e l’ordine della Fenice (i maghi amici), ma come un padre di
famiglia, come un capo di governo che ha guardato in faccia la realtà, quella
della dimensione Italia.
E’ colpevole di aver, prima di tutto, iniziato a sanare i conti.
Torti ne ha molti davvero: è stato ripristinato l'avanzo primario ed il debito
sta calando, a fine legislatura arriverà sotto il 100% del pil. Il rapporto
deficit/pil a fine anno si è attestato intorno al 2%.
Il fabbisogno del settore statale è calato registrando il miglior risultato dal
2000. Con un avanzo di 15 miliardi di euro scende a 27 miliardi, 7,6 in meno
rispetto ai 34,6 del 2006. Il tasso di disoccupazione è il più basso degli
ultimi 25 anni. Ha messo in campo due finanziarie scandalose: la prima di
risanamento e redistribuzione, la seconda di equità e sviluppo. Sono davvero
torti gravi?! Non saranno proprio prodigi ma qualche passo avanti è stato fatto.
Memore dei libri d’avventura giovanili, dimostrandosi oggettivamente un po’
fuori moda, ha voluto impersonare Robin Hood e ha fatto la lotta all’evasione
che ne è uscita veramente male, costretta a versare ai poveri qualcosina dei
suoi beni.
Ha ragione Gasparri (AN) a dire che questo è stato il Governo più dannoso che
l’Italia ricorda.
E poi non parliamo delle intenzioni future: “interverremo per alleviare
pressione fiscale sugli stipendi medio-bassi"; è allo studio "un patto per avere
maggiori salari e più produttività".
Pensare che per risollevare l’economia occorre soprattutto rimettere le
famiglie, i cittadini, in condizioni di vivere è osceno agli occhi di chi
vorrebbe un programma alternativo: meno sociale, più imprese.
Non che alleggerire le imprese dalla pressione fiscale sia cosa buona e giusta
agli occhi di tutti, ma il governo, che già ha fatto molto in tal senso, ha la
strana ossessione che ora hanno la precedenza un nuovo modo di intendere la
concertazione, l’aumento del potere d’acquisto dei salari, qualche altro posto
di lavoro per i giovani e magari qualche negozio un po’ più pieno dopo il vuoto
desolante degli ultimi Natali. O magari che un singolo carciofo non costi più ad
un pensionato lo 0,33% del suo reddito o l’affitto di un appartamentino in
periferia a Roma anche il 200%.
Le priorità per l’Italia non sono determinabili da gusti personali ma
dall’analisi dei fatti.
La crisi del potere d’acquisto è un fatto.
Con salari inadeguati rispetto al caro euro e con un modello di contrattazione
risalente agli anni 90, non più rispondente allo scenario attuale, non si va da
nessuna parte.
La natalità è bassissima, le famiglie non hanno la possibilità di costituirsi. I
giovani ed anche i meno giovani non sono in condizioni di poter acquistare o
affittare una casa, soprattutto nelle grandi città e far fronte alle spese del
quotidiano. Il livello di indebitamento pro-capite è salito in maniera
inaccettabile. Per alcuni anni abbiamo consumato i risparmi, vissuto nelle
abitazioni dei genitori. Ora non si può più attendere perché l’economia
famigliare è al collasso. I pignoramenti sono aumentati. Ed il caro mutui ha
dato a molti il colpo di grazia.
E queste non sono problematiche di laici o cattolici, di destra o di sinistra, o
solo dei redditi bassi, ma di tutti.
Meno fantapolitica, meno esibizionismi e un po’ di fiducia ma soprattutto di
generosità verso l’elettorato, verso i cittadini. Grazie ai provvedimenti
intrapresi di risanamento, di sviluppo e di lotta all’evasione oggi ci sono le
basi, le condizioni, per poter ristabilire l’equilibrio che è saltato negli
ultimi anni. E il 2008 se Dio vuole, gli alleati e l’opposizione consentono,
sarà l’anno del rilancio economico e sociale.
Maggior potere d’acquisto, determinato da un aumento dei salari, dalla
diminuzione della pressione fiscale, può portare al rilancio dell’economia
tutta, ad un’inversione di tendenza rispetto alla natalità, a ricreare le
condizioni di vita per le famiglie, ad innescare la mobilità sociale ormai
paralizzata.
Ed è su questi temi, come sulle riforme elettorali, come su quelle
istituzionali, sulle questioni ambientali, che maggioranza e anche l’opposizione
debbono incontrarsi e produrre risultati concreti.
Non c’è in gioco una campagna elettorale, un governo piuttosto che un altro, la
visibilità o l’affermazione di un partito rispetto ad un altro, o di una
leadership, ma la salute del nostro Paese. Il nostro futuro.
C’è tempo e modo per fare campagna elettorale. Oggi i cittadini chiedono a tutte
le forze politiche di produrre risultati. Non c’è bisogno di contro-programmi di
governo, non c’è bisogno di un opposizione che non dialoga, ma di senso di
responsabilità.
Apprezzabile è l’apporto che sta dando il nuovo Partito Democratico sia allo
stimolo dell’azione di Governo sia al dialogo con le altre forze. Ha aperto un
canale di comunicazione con il maggiore partito dell’opposizione sulla riforma
elettorale, che ha risposto all’appello, nel tentativo di introdurre uno
strumento che consenta riduzione dei partiti e quindi riduzione vera dei costi
della politica e maggiore governabilità chiunque sia ad esercitarla. Ha riaperto
un dialogo con il mondo dei cattolici che è la più grande sensibilità italiana,
piaccia o non piaccia a molti. E come dice giustamente il cardinale Bertone,
segretario di stato vaticano, rivolgendosi al leader del Partito Democratico:
«Ci si ispiri alla tradizione dei grandi partiti popolari». La sensibilità
cattolica non deve essere mortificata, ma ascoltata. Ricordando che Gramsci,
Togliatti e Berlinguer, avevano una visione laica ma morale, cioè credevano in
un progetto morale ed etico autentico.
Ed è questa la sensibilità che può trovare, insieme a quella laica, risposte
concrete nell’azione politica che il PD tenta di intraprendere già nei suoi
primi passi.
D’altro canto chi può sostenere che supporto alle famiglie, alle economia, alla
natalità, al sociale non sia punto d’incontro vero, concreto, di laici e
cattolici? Chi può sostenere invece che l’Italia può rialzare la testa con
l’apporto costante di "bastian contrari"?
Ma è lapalissiano che per farlo serve incontrarsi e mettere da parte per qualche
tempo demagogia elettorale, comunque interessi troppo parziali e certamente la
fantascienza...
Articolo pubblicato e stampabile dal numero 3 del Caffè Democratico
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