Intervista al candidato fatta dalla gente!

Piergiorgio Gawronsky
Il coraggio di cambiare
di Tommaso Tini
Daniel
Zappi
Attore e musicista
Emergenza energetica ed emissioni di gas nocivi: cosa pensa delle fonti
rinnovabili e del nucleare?
Gawronsky
L’energia si può produrre a casa nostra, o si può importare, producendo altre cose in casa da offrire (esportare) in cambio. L’Italia però ha un enorme deficit energetico, perché preferisce produrre altre cose. Anche se non è strettamente necessario produrre tutta l’energia che consumiamo in Italia, i costi di trasporto (ad es. l’energia elettrica importata dalla Francia perde sulla rete il 10% circa prima di arrivare a Reggio Calabria), il prezzo crescente, e alcuni rischi geopolitica (molti segmenti del mercato energetico mondiale sono oligopoli, soggetti quindi a manipolazioni da parte dei nostri fornitori) consigliano di rilanciare una strategia di medio periodo che all’ENEA ancora non c’è. Strategia significa darsi obiettivi di produzione per il 2015-2030 e vedere come fare. Risparmi energetici, rigassificatori, la rete, il mercato elettrico liberalizzato (cosicché i produttori privati rischino in proprio), incentivi alle riconversioni, e soprattutto una politica nazionale di alte tasse sui carburanti, che sia annunciata e credibile, in modo da garantire chi investe in nuove fonti energetiche che (anche se il prezzo del petrolio dovesse scendere nei prossimi anni), i loro investimenti resteranno “competitivi”. Nel lungo termine, preparare il salto all’energia totalmente pulita basata sull’idrogeno. In questo quadro strategico, le fonti rinnovabili hanno un grande spazio di crescita, che deve essere occupato in pieno. Il nucleare invece dovrebbe essere l’ultima carta da giocare: quindi – sono d’accordo con Bersani - continuare a studiare e a progettare, nel caso dovesse essere necessario; per prendere una decisione (dolorosa!) nel 2009. Ma anche la geopolitica conta: se D’Alema fosse più deciso nel contrastare il riarmo atomico dell’Iran (appoggiando le sanzioni economiche, ecc.), potremmo evitare forse che le cose in quell’area peggiorino, e rendere meno acuto il rischio energetico in Italia.
Cinzia
Talone
Casalinga
Quale
personaggio storico le sarebbe piaciuto essere?
Gawronsky
Quello sconosciuto che in Ucraina, qualche anno fa, è sceso in piazza assieme ad alcuni amici vestito di arancione, perché non ne poteva più di un potere illiberale. Perché voleva essere un uomo libero, che non ha paura dei politici.
Perché voleva essere un uomo onesto; e non essere costretto a violare quotidianamente le mille regole impossibili che gli mettevano intorno per ingabbiarlo, per farlo sentire sempre dalla parte del torto. Quello sconosciuto che - forse con sua sorpresa - si è ritrovato tanti amici intorno; e hanno “fatto politica” insieme, nella verità e senza propaganda; e hanno liberato il loro paese da una classe politica che sembrava inamovibile, e dai suoi meccanismi di potere anti-democratici.
Valentina
Catalano
studentessa
Nonostante gli impegni del programma le Grandi opere sono ancora al palo. Ha una
proposta per sbloccare la situazione?
Gawronsky
Non basta un’unica proposta: la situazione è complessa. Bisognerebbe indicare priorità più serrate, concentrarsi sul Triveneto, sulla pedemontana, sulla Salerno-ReggioCalabria, sulla TAV, rinunciare ad alcune strade provinciali, recuperare gradualmente spazi finanziari (erosi dal precedente governo). Ma soprattutto occorre riqualificare
le istituzioni che governano le grandi opere, e che sono ancora gestite con meccanismi clientelari, spesso piene
di funzionari incompetenti. Il problema sono i meccanismi di selezione e controllo nella p.a., che sono saltati.
Il contenuto è riproducibile esclusivamente
citando la fonte
Caffè Democratico
www.caffedemocratico.it
TO
Caffè
Democratico

Editoriale