Intervista al candidato fatta dalla gente!

Mario Adinolfi
Si può fare
di Andrea Catalinii
Valerio Sirna
Studente
Il
Ministro Fioroni ha richiamato l’attenzione di tutti sull’importanza della
formazione scolastica: come dovrebbe cambiare la scuola?
Adinolfi
La scuola cambia se abbiamo il coraggio di portare avanti una seria politica di libertà scolastica, lasciandola gratuita per tutti, ma includendo nel sistema diverse opzioni da mettere in concorrenza tra loro, perché il sistema della Pubblica Istruzione di Stato non regge più.
Renato Romano
Ricercatore
La
pressione fiscale italiana, è tra le più elevate in Europa. E nonostante questo,
spesso il livello dei servizi che riceve il Cittadino è inferiore agli altri
paesi della Comunita’. Quali proposte dovrebbe mettere in campo il Partito
Democratico per riformare il sistema?
Adinolfi
L’Italia è il paese occidentale con la maggiore incidenza della spesa pubblica rispetto al Pil. Ci guardiamo intorno e i denari che spendiamo in tasse, molto semplicemente, non corrispondono ai servizi erogati dal sistema pubblico: ci sono regioni del paese in cui neanche vengono raccolti i rifiuti dalle strade. E allora si comincia da una riduzione draconiana della spesa pubblica, partendo dalle colossali sacche di inefficienza e di spreco riscontrabili studiando i bilanci di ministeri ed enti locali. Abolirei centri di spesa inutili come le province e con tutte le risorse recuperate dai tagli di spesa sostenibili (da studi recenti quantificate in addiritutta trenta miliardi di euro annui) finanzierei un drastico abbattimento delle aliquote Irpef, con aiuti particolari alle famiglie monoreddito e alzando a 24.000 euro la no tax area per gli under 40 precari o che investono nella creazione di una propria impresa individuale.
Sergio
Catalini
portiere
Tanti
italiani vivono con pensioni da fame. I giovani di oggi forse non ci andranno
mai: cosa si può fare?
Adinolfi
La prima proposta del nostro programma (intitolato 100.2.0 e consultabile sul mio blog www.marioadinolfi.it) è quota 100, si può andare in pensione con trentacinque anni di contributi solo a sessantacinque anni di età, attualmente, mandando in pensione i cinquattottenni, lo scarico del costo finisce tutto sulle giovani generazioni che rischiano di non vedere mai la pensione, la coperta è corta per tutti ma dobbiamo riequilibrare il costo sociale
Erika
Tini
Impiegata call center
I Ds e
la Margherita hanno criticato tanto la legge elettorale del centrodestra e poi
alle primarie ci sono le liste bloccate: non è un segnale di poca democrazia?
Adinolfi
Sono d’accordo con lei erika, le liste bloccate sono sempre simbolo di grande assenza di fiducia nella democrazia
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Caffè Democratico
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