Intervista al candidato!
Daniela Gentili
Voglia di futuro!
Capolista per la Costituente
Nazionale
Democratici per Enrico Letta
18° collegio di Roma
(Magliana, Marconi, Portuense, Testaccio)
Cosa l’ha convinta di Enrico Letta?
Lo stile prima di tutto. Letta risponde pienamente a quelle che sono le mie aspettative per un leader del partito democratico.
E’ concreto, sobrio, giovane e ha coraggio da vendere. Le sue liste sono un successo clamoroso per almeno due motivi fondamentali: l’età media è di 35 anni; non ha cercato di inglobare rappresentanti altolocati di corporazioni o soltanto
veterani dell’apparato dei partiti, o candidati simbolo. Al contrario, ha avuto la volontà ed il coraggio di fare la cosa
più straordinaria: investire davvero sui giovani, su cittadini impegnati direttamente nel mondo della politica, del volontariato,
del lavoro. Investire su una nuova classe dirigente che viene dai territori, dai luoghi di lavoro, che si scontra direttamente nella quotidianità con i problemi che l’Italia sta affrontando, non li legge soltanto sui giornali. Sono candidati per lo più come me, sconosciuti al pubblico dei grandi media, ma che possono costituire la base per quella sferzata di rinnovamento che l’Italia reclama alla politica. Una nuova generazione che sta crescendo e vuole mettersi in gioco rivendicando il ruolo che gli spetta ossia di poter rappresentare la gente comune, gente come loro. Una generazione che vuole un futuro. Una generazione che
vuole essere protagonista ed incidere sul proprio futuro direttamente. Una generazione che da tutte le altre parti del
mondo governa i processi ed in Italia “è pregata di attendere”.
Il processo di costituzione del Partito rischiava di divenire un plebiscito sul leader, grazie alla scelta coraggiosa di Letta e degli altri candidati alla segreteria, di mettersi in gioco, avremmo delle primarie vere, che esprimeranno, spero, una mescolanza di
anime, sensibilità, esperienze e generazioni.
Si discute molto sulla forma partito e sulla partecipazione, lei che ne pensa?
I presupposti per me devono essere:
- forte radicamento territoriale;
- articolazione di servizi;
- formazione e turn-over;
- elaborazione politica condivisa con i cittadini;
- inclusione di tutte le forme e modalità possibili di partecipazione.
I Ds hanno uno straordinario patrimonio di sedi che a mio avviso dovrebbe essere anche incrementato. Ma il punto non è solo sulla quantità ma è sulla qualità di attività e servizi che possono essere erogati. Immagino sedi moderne, laboratori sempre aperti dove il cittadino può essere protagonista, sia nella politica del territorio, sia sulle grandi questioni. Una strutturata rete telematica che fornisca al grande e splendido popolo democratico di internet come anche alla persona con una bassa alfabetizzazione informatica, la possibilità di orientarsi, partecipare e condividere le scelte.
Penso ad una donna che vuole sapere cosa si sta facendo a supporto della maternità.
Potrebbe consultare in questi “centri servizio” le proposte di legge in discussione, ma anche gli asili di prossima apertura, rappresentare le sue difficoltà e grazie alla rete democratica essere informata, orientata e diventare lei stessa promotrice di un’esigenza, segnalare il suo interesse rispetto ad una questione ed essere automaticamente informata quando vi sono novità.
Penso a sedi dove generazioni e culture diverse possano incontrarsi intorno a un tavolo per un progetto comune.
La formazione poi è il tassello più importante.
Per essere un buon politico non è sufficiente una sommatoria di voti. Ed ogni cittadino ha diritto di poter fruire di strumenti formativi per poter far politica anche dentro casa o sul posto di lavoro.
Penso quindi a moduli formativi light basati sull’e-learning, sul web o supporti digitali video-audio, a disposizione di tutti, comprensibili da tutti. In particolare penso ad una formazione, anche politica,
dei giovani in una nazione moderna che guardi al futuro come un’opportunità d’azione e non una fatalità da subire.
Penso alle modalità per individuare, misurare e sviluppare i talenti. Penso, finalmente, all’uscire fuori dal campionario dei “figli d’arte” o dalla devastazione non costruttiva del V-DAY e costruire una nuova classe dirigente consapevole e matura!
Non per ultimo credo che si debbano modulare strumenti e metodi che consentano ai cittadini, che prediligono forme di aggregazione e partecipazione diverse da quelle tradizionali, di essere rappresentati e di sviluppare elaborazione politica con pari dignità rispetto alla sezione di quartiere. Il PD deve includere e non escludere. Mi vengono in mente le aggregazioni politiche nei posti di lavoro, quelle di natura associativa, quelle che per i più vari motivi possono o vogliono sviluppare una loro sede virtuale sugli infiniti spazi del web. Perché un lavoratore turnista od un cittadino che ha problemi di deambulazione devono essere esclusi per impossibilità ad essere presenti nei luoghi e negli orari prestabilisti?
Oppure non possano essere riconosciute forme di aggregazione che abbiamo visto fiorire numerose in questi ultimi anni e mettono in rete cittadini di Udine con cittadini di Cagliari o di Catania? In questa fase costituente tali categorie sono state penalizzate nella partecipazione effettiva al processo. In futuro non dovrebbe assolutamente più essere così.
Uno tuo slogan è “il cittadino al centro delle scelte, un cittadino inteso a 360°, come utente/consumatore, come lavoratore come persona”. Ce lo puoi illustrare?
Le esigenze di ciascuno per il raggiungimento del benessere sono molteplici e spesso possono apparire anche contraddittorie.
Dobbiamo cambiare veramente modo di fare politica e modo di raccontarla ai media, di mostrarla alle persone. Fare scelte populiste vuol dire ad esempio abbassiamo il costo della benzina di x o le tasse di y. Fare una scelta per la gente vuol dire investiamo sulle fonti alternative. Costruiamo case, città, infrastrutture, orientate al risparmio energetico. Supportiamo al massimol’autotrazione ecologica. Mi viene in mente prima di tutto lo sviluppo sostenibile se penso all’interesse vero della persona, del cittadino di oggi e soprattutto a quello di domani. Mi viene in mente anche la salvaguardia del lavoro. Se io sbandiero il risparmio di un centesimo su un prodotto o un servizio ma questo va a scapito della sicurezza, dell’ambiente, della stabilità occupazionale, ho fatto populismo e non l’interesse del Paese. Se non favorisco la concorrenza, il libero mercato, la piccola e media impresa,congelo lo sviluppo di un paese.
La contraddizione italiana è quella di essere uno dei paesi con il più alto tasso di pressione fiscale e contestualmente uno
di quelli in cui vengono erogati meno servizi. Va ritrovato l’equilibrio sotto tutti i punti di vista. Acominciare dal far pagare
le tasse a chi non lo ha mai fatto. Acominciare dallo sgravare chi lo ha sempre fatto.
Cos’è che vorresti veder cambiato in Italia domani mattina sfogliando il giornale?
Avrei alcuni titoli che mi vengono in mente:
Stop alle pensioni privilegiate!
La legge è uguale per tutti
Sanato il debito pubblico. Restituita l’Italia agli italiani.
Debellato il precariato. Ora, in Italia, è un ricordo. Come il vaiolo.
Chi è DANIELA GENTILI
Nasce a Roma il 18 agosto 1971, vive alla Magliana. Giovanissima, per cause di forza maggiore, entra nel mondo del lavoro a diciassette anni, pur continuando gli studi. A vent’anni, si avvicina al mondo sindacale nella CISL e frequenta il corso per dirigenti
sindacali presso il centro studi di Fiesole (FI). Successivamente affianca il segretario provinciale dell’allora Flerica di Latina,curando le relazioni industriali per le aziende della provincia del settore chimico-farmaceutico-manifatturiero ed energia. In azienda (Italgas) si occupa prima di appalti e di progettazione rete; poi, con ruolo direttivo, di programmazione e controllo, di sistemi informatici, spesso come docente a livello nazionale, passando poi a compiti operativi, generalmente non affidati a donne all’interno di un’azienda a forte connotazione tecnica. Coordina l’attività su Roma di controllo cantieri e ricopre incarichi di responsabilità. Attualmente, opera come esperto nel settore delle attività tecniche. Nel 2004 coordina le attività editoriali per la pubblicazione dell’ “Annuario della Regione Lazio sullo spettacolo dal vivo” edito dallo IALS. Nel 2006, si avvicina a Gianni Paris, presidente del XV Municipio di Roma, inizia a svolgere attività politica nel territorio dove vive e si iscrive ai Democratici di Sinistra, divenendo nell’ultimo congresso membro del Consiglio Federale di Roma, è membro della segreteria della XV Unione. E’ tra i fondatori e presidente dell’associazione “ Democratici Arvalia, centro d’iniziativa per il Partito Democratico “. E’ convinta sostenitrice di una politica basata sullo sviluppo sostenibile. E’ direttore editoriale del periodico telematico e stampato Caffè Democratico, giornale per il Partito Democratico (autosospesa per questo numero per ragioni elettorali). Ha fondato una cooperativa senza fini di lucro finalizzata alla conoscenza ed alla promozione della politica, della cittadinanza consapevole e dell’ambiente, denominata Roma Democratica . E’ tra i soci di MODEM, associazione
di giornalisti e professionisti della comunicazione ed è tra i fondatori della
rete nazionale di associazioni uliviste Insieme nel Partito Democratico E’
sempre stata vicina al mondo del volontariato; è cattolica e conserva, come
esperienza più preziosa, l’attività svolta da ragazzina quale supporto ad
adolescenti in difficoltà. Il suo slogan preferito: voglia di futuro!
www.danielagentili.it
– scrivi@danielagentili.it
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