Il Governo sostiene l'ambiente
La nuova finanziaria è una ottima foto del quadro attuale delle rinnovabili in Italia, in quanto si è lavorato sui numeri e sulle procedure per migliorare i punti deboli.
Le energie alternative in Italia stanno avendo un grande sviluppo attraverso un modello legislativo vincente, nato con i primi decreti Bersani risalenti al 1999: 1/ I produttori di energia elettrica hanno l’obbligo di produrre una determinata percentuale della loro energia da fonte rinnovabile. 2/ I produttori di energia rinnovabile vedono riconosciuta la loro energia con i certificati verdi. 3/ Si dimostra di aver prodotto la giusta percentuale di energia rinnovabile attraverso il possesso dei certificati verdi, i quali possono essere anche acquistati da altri operatori in un apposito mercato nazionale.
Questo meccanismo ha incentivato fortemente la produzione di energia elettrica rinnovabile da parte di operatori grandi e piccoli. La quota di rinnovabile obbligatoria viene aumentata ogni anno, fino a raggiungere gli obbiettivi europei e di Kyoto per il 2012.
I provvedimenti in tal senso nella nuova finanziaria sono stati: snellire le procedure di autorizzazione dei nuovi impianti; stabilire un incremento annuo dello 0,75% di energia rinnovabile nazionale (precedentemente era lo 0,35%); stabilire quote minime di redditività per i certificati verdi assicurando una forte spinta per le piccole realtà e prolungare a 15 anni la loro attribuzione; adottare un modello di coefficienti che andrà a premiare in modo particolare la filiera corta, perciò le biomasse locali, le quali diminuiscono i trasporti ed incrementano il ritorno positivo per la popolazione residente con la possibilità di vendere i propri scarti biodegradabili, agricoli od industriali, invece di bruciarli in loco o mandarli in discarica.
Nel campo del solare fotovoltaico, l’energia elettrica è incentivata tramite il conto energia, con una tariffa legata alla taglia ed alla localizzazione. Sono premiati gli impianti integrati negli edifici. E’ stato preso un importante provvedimento: sarà assegnata sempre la massima tariffa incentivante per gli impianti realizzati da enti locali. Questo comporterà, probabilmente, un fortissimo incremento di impianti solari, in quanto gli istituti finanziari saranno propensi ad appoggiare il finanziamento di tali installazioni per la loro forte redditività.
Sono stati inoltre creati il Fondo per il risparmio e l’efficienza energetica, insieme al divieto di vendita di elettrodomestici a bassa efficienza energetica, ed il Fondo per lo sviluppo dell’idrogeno e delle celle combustibili.
Di più modesto tenore invece i provvedimenti sui biocombustibili, per i quali è stato fissato al 3% l’obbligo di utilizzo in ambito nazionale. Una cifra cautelativa all’interno di un quadro nazionale in cui il governo sta cercando di promuovere i biocombustibili da fonti vegetali nazionali e filiera corta, fino ad ora con modesti risultati.
Il giudizio sugli aspetti energetici ed ambientali della finanziaria è sicuramente positivo. La mia sensazione è che si stia procedendo nella giusta direzione e che il governo abbia ampia conoscenza delle problematiche e degli equilibri del settore delle energie rinnovabili.
Articolo pubblicato e stampabile dal numero 3 del Caffè Democratico
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