L'eros e noi

Le azioni degli uomini, insegnava Freud, non sono mai casuali, ma possono dipendere in talune circostanze da impulsi di emozioni celate che spesso si rivelano molto più in grado di influenzare il comportamento umano di quanto possa la logica della ragione.
L’uomo di per se stesso non è nato per stare da solo. Nasce da una donna e la donna rappresenta, anche nelle culture antiche, l’altro con cui confrontarsi, con cui stabilire una relazione. L’eros è uno dei sentimenti più nobili dell’uomo e può trasformarsi in una forma di comunicazione.
La cultura moderna ha reso l’eros una sorta di consumo per cui l’emozione non va provata, ma va consumata in un gesto. Gli antichi greci, che erano filosofi, sapevano che la vita di un uomo attraversa vari stati d’animo.
Conoscerli e controllarli costituiva l’antica sapienza greca. La cultura religiosa al contrario o ha esaltato l’eros fino a farne uno strumento inebriante la volontà umana o l’ha assimilato alla fonte di ogni male: il peccato.
Papa Benedetto XVI ha chiarito nella sua prima enciclica come la chiesa non consideri affatto l’eros, o l’atto sessuale, una forma di peccato poiché fa parte della natura umana.
Il peccato, nella concezione cattolica, è lo scopo di voler usare una persona come se fosse un oggetto negandole de facto la propria dignità e la possibilità di relazionarsi con la persona con cui si trova ad interagire. E’ questa la vera legge del de-siderio dal latino: de sidera che significa lontano da ciò che c’è di più nobile.
I greci consideravano l’eros inferiore solo all’agapè: la forma di amore perfetto perché di totale comunicazione e vicinanza. Nei vangeli in greco, Gesù si rivolge ai suoi apostoli utilizzando la parola agapè, mentre questi, che non ne capiscono il significato, gli rispondono spesso con la parola filia: che significa amicizia.
Il significato della preghiera è quindi quello della più alta forma di comunicazione tra due soggetti: Dio e l’Uomo.
L’agapè è la forma di amore completa: la comunione di corpo e spirito che rende l’uomo simile a Dio perché parte di Dio. Il che spiega non solo il dogma del culto della Santa Vergine Maria, la donna perfetta perché più vicina al creatore, ma spiega perché, nella chiesa cattolica i sacerdoti non possono sposarsi. In pratica lo sono già.
L’eros invece, rappresenta la più elevata forma di comunicazione tra persone, ma mentre l’eros può diventare agapè: l’amore eterno, l’agapè non può diventare eros perché perfetto in se stesso.
Questa concezione derivante dalla filosofia scolastica ha alimentato non pochi miti esoterici originando anche riti di preghiere a sfondo sessuale come i famosi ieros gamos.
Nella realtà, mentre la passione sfrenata finisce per dividere l’uomo dalla sua realtà in quanto rende l’altro simile ad un oggetto, l’eros ne esalta la bellezza e le qualità umane e morali. Comprendere questo significa capire perché nel rinascimento il nudo era considerata arte sacra e il ritratto di una donna vestita arte profana.
Ai giorni nostri l’ignoranza su un tema così delicato ed importante rappresenta la reale fonte di separazione delle coppie le quali pongono fine ai propri rapporti perché hanno perso la capacità di gestire le proprie emozioni, anche e soprattutto in momenti di difficoltà che nella vita si presentano spesso.
La maggiore difficoltà è la quotidianità che rende insopportabile l’apparenza ordinaria della vita. L’apparenza però inganna. Solamente la conoscenza di se stessi, che è il viaggio più lungo da fare, può far superare prove che altrimenti sono insuperabili.
La conoscenza di se stessi è prima di tutto confronto con l’altro. I rapporti umani hanno bisogno di tempo e raramente sono stabili. Mutano come l’umore delle persone. Saperli affrontare, senza farsi influenzare da vincoli esterni, significa assumersi la responsabilità della vita che deriva dalla conoscenza di sé. Sapersi accettare, significa conoscersi.
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