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Cos'è e come funziona?Daniela Gentili Presidente dei Democratici Arvalia e Direttore editoriale di Caffè Democratico

Daniela Gentili
direttore editoriale e presidente dei Democratici Arvalia

Il Caffè Democraticoè un giornale stampato e on-line dedicato a chi vuole leggere di politica vissuta, sentita, commentata da chi opera "in prima linea" , confrontandosi con i problemi della quotidianità, con le speranze dei giovani, con le amarezze dei cittadini, con i bisogni che la società esprime....prosegue

Daniela Gentili Presidente dei Democratici Arvalia e Direttore editoriale di Caffè DemocraticoDaniela Gentili
direttore editoriale e presidente dei Democratici Arvalia.


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Per guardare con ottimismo verso il destino economico e democratico.

Se due partiti come i Democratici di Sinistra e la Margherita decidono dimettersi in discussione e di dar vita ad una fase costituente, utile alla nascita di un nuovo soggetto politico, questo avviene, tra l’altro, per raggiungere l’ambizioso obiettivo di mettere a disposizione della società uno strumento più adeguato del precedente a dare risposte qualificate alle nuove sfide che il progresso ci impone....prosegue

 

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Emergenza rifiuti: un nuovo stile di vita
Dall'emergenza Campania alla chiusura della discarica di Roma-Malagrotta
di  Luca Borreale
 

 

Le particolari condizioni della emergenza rifiuti in Campania, dove un commissariamento lungo 13 anni non ha portato a nessun risultato tangibile e dove la malavita organizzata ha giocato tutte le sue carte per mantenere in stallo una lucrosa situazione, potrebbero portare a considerare il problema come esclusivo di quella regione. Inutile dire che così non è.

Il 31 dicembre del 2007 infatti chiuderà la discarica di Malagrotta, una delle più grandi d’Europa, ed in conseguenza di questa chiusura ben 4.500 tonnellate al giorno di rifiuti prodotti dalla città di Roma dovranno trovare una nuova collocazione. Una gestione sbagliata di questa situazione potrebbe velocemente portare alle condizioni già viste in Campania.

Ma la questione rifiuti, oltre a toccare da vicino la Capitale, è un problema a livello globale. E’ una partita in cui tutti hanno ruolo: la politica, il mondo industriale, il cittadino-consumatore. L’obiettivo finale è quello della sostenibilità e, specialmente su questo problema, tutti possono e devono fare la loro parte.

Il mondo industriale per primo, sin dalla fase di produzione, ha il compito di  ridurre i propri scarti,  diminuire il quantitativo di imballaggi ed utilizzare maggiormente materiale riciclato.

Ma lo stesso cittadino è fortemente responsabilizzato ed ha nelle sue mani un ruolo fondamentale. Basta pensare che la maggior parte (oltre il 60%) di ciò che buttiamo nel cestino è riciclabile (carta, plastica, vetro, e materiali metallici come ferro, alluminio). Ovviamente, per ciascuno di noi, essere sostenibili comporta piccole modifiche allo stile di vita, come evitare gli sprechi ed impegnarsi nella raccolta differenziata. Ma queste piccole modifiche, se adottate da tutti, porterebbero immediatamente a grandi risultati.

Attualmente la quota di raccolta differenziata a Roma è ferma al 20% (900 tonnellate/giorno), una percentuale che va considerata esclusivamente come un punto di partenza.

Il nuovo piano per la gestione rifiuti della Regione Lazio, atto a fronteggiare la chiusura della discarica di Malagrotta, prevede di portare la quota di raccolta differenziata ad almeno il 35%, pari a 1.500 ton/giorno. Va sottolineato come sia importante, ai fini di una corretta gestione della questione rifiuti, non aver ceduto a quelle voci incautamente ottimiste che auspicano quote del 50-60% di raccolta differenziata, una percentuale sicuramente auspicabile ma difficilissima da ottenere in una società estesa, affollata e continuamente dinamica quale è la città di Roma.

Ma cosa fare di quei rifiuti che non si può o non si riesce a riciclare? Continuare a gettarli sottoterra è sbagliato per due motivi: il primo è che le attuali discariche stanno giungendo a saturazione e trovare posto per nuove è sempre più difficile.

Il secondo è che quei rifiuti non riciclati possono avere un destino ed un valore diversi, possono essere termovalorizzati in idonei impianti controllati al fine di produrre “valore” sotto forma di ciò che la nostra società consuma di più, l’energia elettrica (ved.glossario).

Per poter ottenere energia elettrica dal rifiuto esistono sostanzialmente due impianti: l’inceneritore, in cui il rifiuto viene direttamente bruciato, ed il gassificatore, in cui viene prima trasformato in gas e poi termovalorizzato. E’ dimostrato scientificamente come il gassificatore, una tecnologia sviluppatasi appieno da pochi anni e con maggiori costi di installazione, sia più “pulito”, produca bassissime  percentuali di gas inquinanti, riduca fortemente la creazione di diossine ed abbia una migliore efficienza energetica.

Il nuovo Piano Regionale  prevede appunto che tutti i rifiuti non riciclati siano destinati a impianti di termovalorizzazione. Il più importante di questi sarà il nuovo gassificatore localizzato a Malagrotta, vicino alla vecchia discarica, la cui entrata in esercizio è prevista per l’inizio del 2008, e che sarà in grado di termovalorizzare il CdR ottenuto da 1.500 tonnellate di rifiuti. La parte rimanente (altre 1.500 ton/giorno circa) verrà termovalorizzata negli altri impianti già presenti od in costruzione nella regione.

E’ nato a Malagrotta un comitato in opposizione all’entrata in esercizio del gassificatore. L’eventuale soddisfazione delle richieste del comitato  comporterebbe trovarsi con 1.500 tonnellate/giorno di rifiuti senza precisa destinazione. Inoltre, mentre il bilancio ambientale per la comunità di Malagrotta risulterà essere fortemente positivo, in virtù della chiusura della discarica e della contestuale diminuzione dei camion transitanti in loco, installare il gassificatore in un’altra zona significherebbe individuare una località disposta ad avere un bilancio ambientale negativo, cosa non di facile realizzazione.

Il bilancio sul nuovo piano per la gestione dei rifiuti nel Lazio è pertanto positivo. La strada è indicata. Fino al 90% dei nostri rifiuti potrebbe essere riutilizzato, rendendo la nostra società consumistica maggiormente sostenibile.

Una cosa però è certa: quella dei rifiuti è una partita che siamo in grado di vincere solo se tutti faranno la loro parte.

 

GLOSSARIO

 

CdR: Combustibile Da Rifiuto, ottenuto dai rifiuti solidi urbani attraverso un processo di separazione delle parti non combustibili, quali vetro metalli e della parte umida, e successiva triturazione.

 

Termovalorizzazione: termine usato generalmente per gli scarti ed i rifiuti (materiale senza ”valore”), che vengono bruciati (termovalorizzati) in impianti per la produzione di calore ed energia elettrica.

 

Gassificatore: con questo termine si identifica sia il gassificatore come “macchina singola”, in grado di convertire il combustibile solido (legna, rifiuti, carbone, etc.) in combustibile gassoso, sia l’impianto nella sua completezza, in cui il gas proveniente dal gassificatore non viene emesso in atmosfera, ma in un ciclo chiuso e dopo un complesso processo di lavaggio e depurazione viene bruciato in turbine ( o forni o motori o celle a combustibile) al fine di ottenere calore da convertire in energia elettrica.

 

Inceneritore: impianto realizzato da un forno che brucia il CdR tal e quale, od anche solo i rifiuti protrattati, per creare calore da convertire in energia elettrica.

 

 

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