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Cos'è e come funziona?Daniela Gentili Presidente dei Democratici Arvalia e Direttore editoriale di Caffè Democratico

Daniela Gentili
direttore editoriale e presidente dei Democratici Arvalia

Il Caffè Democraticoè un giornale stampato e on-line dedicato a chi vuole leggere di politica vissuta, sentita, commentata da chi opera "in prima linea" , confrontandosi con i problemi della quotidianità, con le speranze dei giovani, con le amarezze dei cittadini, con i bisogni che la società esprime....prosegue

Daniela Gentili Presidente dei Democratici Arvalia e Direttore editoriale di Caffè DemocraticoDaniela Gentili
direttore editoriale e presidente dei Democratici Arvalia.


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Editoriale
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Partito Democratico. Una nuova classe dirigente per il Paese.
Per guardare con ottimismo verso il destino economico e democratico.

Se due partiti come i Democratici di Sinistra e la Margherita decidono dimettersi in discussione e di dar vita ad una fase costituente, utile alla nascita di un nuovo soggetto politico, questo avviene, tra l’altro, per raggiungere l’ambizioso obiettivo di mettere a disposizione della società uno strumento più adeguato del precedente a dare risposte qualificate alle nuove sfide che il progresso ci impone....prosegue

 

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Economia dalla crisi alla sviluppo
di Corrado Belmonte

Corrado Belmonte

La vittoria di misura dell’unione alle elezioni richiedeva da parte della coalizione uno sforzo in avanti per ottenere crescita e stabilità.

L’Italia, per cause imputabili alla congiuntura ed alla concorrenza internazionale correlata ad una bassa produttività, usciva da un quinquennio in cui l’economia aveva avuto una crescita troppo bassa. Le istituzioni finanziarie avevano visto l’Italia arretrare anno dopo anno in termini di competitività. Occorreva uno scatto in avanti che fosse sostenuto dagli altri paesi europei.

Prodi, per il ruolo internazionale avuto nella Commissione e Padoa Schioppa per il proprio ruolo all’interno della Banca Centrale Europea, risultavano essere gli uomini giusti al posto giusto. Occorreva fare una scelta strategica: o dentro Maastricht o fuori dal mondo. Ogni scelta ha però un prezzo da pagare: l’aumento della pressione fiscale.

Occorreva trovare le risorse, occorreva trovare i fondi per fare innovazione. Padoa Schioppa li ha trovati. Con due finanziarie: luglio 2006 e dicembre 2007 il Governo in un anno ha riformato il sistema fiscale, non annullando quanto era stato fatto in passato. Tra l’8 e il 9 giugno sui giornali è apparsa la dichiarazione di Padoa Schioppa di una diminuzione delle aliquote  imposte per aumentare la trasparenza ed il controllo delle voci di spesa dell’amministrazione pubblica. L’accumulo di risorse, prevede ora la possibilità di creare sviluppo e occupazione. Tuttavia l’aumento della pressione fiscale potrebbe costituire un vincolo per la crescita: il vero obiettivo della politica fiscale dell’unione.

In questo senso, le dichiarazioni del segretario ds Piero Fassino sono inequivocabili: “Quando importanti categorie economiche, che impiegano migliaia di operatori e lavoratori, manifestano un disagio, è dovere di chi ha responsabilità politiche e istituzionali ascoltarli”. Economia dalla crisi allo sviluppo

Il segretario Ds interpreta in questo modo il diffuso sentire del mondo economico produttivo che teme che il peso delle imposte possa gravare in modo eccessivo sulla competitività delle imprese.

Inoltre, in questo modo, le istanze dei lavoratori autonomi potrebbero diventare parte integrante del futuro programma di governo dell’Unione. In questo senso sia Visco, con il comunicato del ministero dell’Economia, pubblicato anche sul sole 24 ore, che Padoa Schioppa, stanno dando segnali opportuni in linea con quanto concordato nella  stesura del programma dell’Unione e dando ascolto alle esigenze della gente di tutti i ceti sociali.

Tuttavia, un segnale alla crescente evasione fiscale e ad un senso troppo diffuso d’illegalità andava dato ed è stato fatto.

Ora occorre un segnale preciso verso il sostenimento dello sviluppo. Sviluppo che all’Italia è mancato per troppo tempo.

Il Governo dovrà cercare un punto d’incontro fra tutte le categorie sociali e dare nuova energia alle iniziative. Le liberalizzazioni sono state un buon inizio, ma è necessario andare oltre. Solamente se sarà unita la coalizione potrà dare al paese quel segnale di svolta che si attende e che il Governo può dare. Il Partito democratico serve anche a questo.

 

 

 

 

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