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Cos'è e come funziona?Daniela Gentili Presidente dei Democratici Arvalia e Direttore editoriale di Caffè Democratico

Daniela Gentili
direttore editoriale e presidente dei Democratici Arvalia

Il Caffè Democraticoè un giornale stampato e on-line dedicato a chi vuole leggere di politica vissuta, sentita, commentata da chi opera "in prima linea" , confrontandosi con i problemi della quotidianità, con le speranze dei giovani, con le amarezze dei cittadini, con i bisogni che la società esprime....prosegue

Daniela Gentili Presidente dei Democratici Arvalia e Direttore editoriale di Caffè DemocraticoDaniela Gentili
direttore editoriale e presidente dei Democratici Arvalia.


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Direttore editoriale:
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Questo giornale è realizzato grazie al contributo dei Democratici Arvalia

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Editoriale
di
Gianni Paris
Presidente del XV Municipio di Roma
 

Partito Democratico. Una nuova classe dirigente per il Paese.
Per guardare con ottimismo verso il destino economico e democratico.

Se due partiti come i Democratici di Sinistra e la Margherita decidono dimettersi in discussione e di dar vita ad una fase costituente, utile alla nascita di un nuovo soggetto politico, questo avviene, tra l’altro, per raggiungere l’ambizioso obiettivo di mettere a disposizione della società uno strumento più adeguato del precedente a dare risposte qualificate alle nuove sfide che il progresso ci impone....prosegue

 

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Democratici? Una figata!
"BEING A DEMOCRAT IS GROOVY"
Uno dei limiti alla partecipazione è la rara piacevolezza
 

di Emanuele Faina

Emanuele Faina

Ora che il Partito Democratico sta per diventare realtà si alza un coro che intona “non posso morire democristiano”al quale risponde il contro canto “non voglio morire comunista”.
Io, a prescindere dal fatto che non vorrei morire proprio per niente, ritengo oziose e prive di senso affermazioni di questo tipo.
Sì perché, data per assunta l’impraticabilità della mia pretesa d’immortalità, mi sono chiesto spesso non tanto come “non vorrei morire” ma, piuttosto, come voglio vivere.
Ho scoperto quindi di essere aristotelico, almeno nel senso che dà Aristotele definendo l’essere umano: “l’uomo è un animale sociale”. Forte! Mi piace essere sociale! Magari sarà anche vero che duemilatrecento anni ci dividono dal grande filosofo, ma la definizione mi pare, oggi, più appropriata che mai.
Certo, i greci vivevano in un mondo tutt’altro che globalizzato, dove il sapere e la conoscenza venivano trasmessi in ristrette cerchie d’iniziati anziché attraverso la rete informatica, ma non mi pare che le esigenze di comunità e coesione sociale si siano granché modificate.
E allora, visto che sono un aristotelico del terzo millennio, sfrutto le possibilità che il mio tempo dà: ho fatto un giretto su internet e ho scoperto un sacco di cose interessanti che mi hanno fatto riflettere.
Ho fatto una ricerca sui siti dei Democratici USA, non tanto per mutuare o, peggio ancora, copiare idee, ma per pura e semplice curiosità. Per esempio il fatto che oltreoceano l’attività politica dei partiti a livello locale è attivissima per tutto il periodo dell’anno, al contrario che da noi dove, troppo spesso, gli incontri e gli eventi territoriali sono limitati agli appuntamenti elettorali.
E’ anche vero che molte sezioni e circoli di partito organizzano periodicamente giornate di lavori e dibattiti su temi pressanti e urgenti ma, mi chiedo, quando ci si incontra per stare un po’ insieme? Mi vengono in mente i raduni popolari estivi stile “feste dell’Unità”, ma si tratta anche qui, per lo più, di situazioni in cui la gente si ritrova per fruire di spettacoli d’arte varia, ivi compresi i comizi di questo o quel leader.
E allora di nuovo mi chiedo quando ci si incontra per stare insieme a parlare di noi, per conoscerci, per dialogare e, perché no, giocare? Magari nei piccoli centri è possibile che le feste di partito abbiano anche, marginalmente, questo obiettivo ma, di base, c’è la sacrosanta necessità di organizzare per autofinanziare.
E quindi vada per le birrerie, le paninoteche, i ristoranti, i bar, gli spettacoli teatrali, i concerti, le riffe e le lotterie.
Ma non basta.
Occorre, e in questo il Partito Democratico può inaugurare una nuova stagione, inventare sistemi per i quali siano gli stessi cittadini ad incontrarsi per la necessità e la voglia di stare insieme, magari autorganizzandosi in piccoli nuclei trainanti che diano vita, in prospettiva, a feste, incontri, giornate ecologiche e di condivisione conviviale. Perché un problema serio dell’aggregazione politica italiana è l’assenza di piacevolezza.
Chiariamo: non intendo in alcun modo confondere o paragonare le lotte sociali con l’incontrarsi al parco la domenica pomeriggio.
Il fatto è che credo che anche le lotte sociali trarrebbero benefici e nuovi impulsi dalla vicinanza delle persone. “Being a democrat is groovy!” Più o meno: è una figata essere democratico!
Lo slogan americanoide è stato, ovviamente, accuratamente scelto. Sì perché durante la ricerca cibernautica a cui accennavo prima ho scoperto che gli americani sono forti per davvero! In particolare i cugini del Partito Democratico americano.
Ad Huntsville in Alabama, per esempio, il 9 giugno il partito organizza “un brindisi alle vittorie future” (in Italia diremmo che porta jella), un party dove i politici e i cittadini passano la giornata insieme sorseggiando il vino del loro Stato. In un parco di Concord in California, il 24 giugno si tiene il “picnic democratico”: tutti i democratici della città, magari con qualche infiltrato repubblicano, si rimpinzano di hot dog, hamburger e pollo fritto (divini, ma generatori di obesità), ciambelle (meglio le nostre, ma non si può avere tutto), burro d’arachidi (discutibile, ma ad alcuni piace), muffin (spaventosamente buoni), caffè americano (questo però lo sconsiglio).
Ci sono anche cose più serie: a Willow Creek, in Colorado, il 12 giugno le signore dell’Associazione “Mamme del Colorado” si riuniscono nel parco per ripulirlo all’insegna di una grande giornata ecologica.
Ma più di tutto sono affascinanti i raduni ludici. Ad Atlanta, in Georgia, il 18 giugno si tiene un grande karaoke cittadino! Il 22 giugno, nello Stato di New York, ha luogo un megalitico torneo di golf che si conclude con premi per i vincitori e… Un barbecue a base, manco a dirlo, delle splendide schifezze gastronomiche precedente elencate. Ma il mio preferito è uno straordinario evento che si realizza in quasi tutti gli Stati dell’Unione: si chiama “drinking liberally”, letteralmente “bevendo liberalmente”.
Si tratta di appuntamenti mensili o bimestrali durante i quali i compagni di partito si riuniscono all’aria aperta per stare insieme a parlare di politica bevendo non più di una pinta (per volta) di birra.

Siamo sicuri che la politica sia davvero noiosa?
 

 

 

 

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