Quali alternative al petrolio
per i trasporti su gomma?
Un’alternativa alla dipendenza da petrolio, oltre ai biocombustibili, è rappresentata dalle auto ad idrogeno e ad aria compressa, ma presenta ancora delle difficoltà. Il principale elemento a sfavore per questa soluzione è che non esistono giacimenti di idrogeno o di aria compressa, i quali sono solo “vettori energetici”, ovvero essi vanno creati appositamente. Nel processo di creazione richiedono energia e pertanto hanno un impatto ambientale (combustione di sostanze fossili ed emissione di CO2).
Va considerato però un aspetto fondamentale: a parità di chilometri percorsi da un’auto, l’energia spesa per la creazione dell’aria o dell’idrogeno necessari in un grande impianto è inferiore rispetto a quella utilizzata dalla stessa auto! Questo poiché i sistemi grandi e centralizzati (gli impianti) sono sicuramente più efficienti di quelli piccoli (le auto), e pertanto comportano minori impatti. Inoltre la singola automobile, sempre in proporzione, emette un quantitativo di altri inquinanti –basta pensare alle polveri sottili- sicuramente superiore a quello di un grande impianto controllato.
Per la soluzione ad idrogeno le vere difficoltà risiedono nel costo di ogni automobile che, a causa della alta esplosività dell’idrogeno stesso, è attualmente molto elevato per avere adeguata sicurezza. Inoltre l’idrogeno presenta grandissime difficoltà di distribuzione capillare sul territorio.
Una distribuzione in tubo non è attualmente proponibile a causa sempre dell’alta esplosività. Invece, una distribuzione attraverso camion, come avviene oggi, a causa del bassissimo peso dell’idrogeno richiederebbe un numero di autotrasporti di venti volte superiore all’attuale.
Ad oggi appaiono maggiormente interessanti le auto ad aria compressa, in particolare nella soluzione a ciclo misto. L’aria compressa è facilmente riproducibile e non presenta pericolosità dovute all’esplosività.
Il ciclo misto, cioè il doppio impianto sia ad aria compressa che benzina, consentirebbe di garantire le prestazioni di picco desiderate ed una autonomia adeguata. Inoltre, permetterebbe, durante il funzionamento a benzina, di ricreare parte dell’aria compressa garantendo ancora maggiore autonomia.
Il limite attuale risiede nelle scarse prestazioni della macchina nel funzionamento ad aria, a differenza dell’auto ad idrogeno, nei costi ancora elevati della nuova tecnologia, e nel sistema di distribuzione che andrebbe creato da zero. La soluzione in tal senso sarebbe probabilmente rappresentata da singoli piccoli impianti in ogni distributore interessato, con però alti consumi energetici.
Le auto a funzionamento misto, sia ad aria che ad idrogeno, sono sicuramente la migliore soluzione per il futuro, con ampi margini di sviluppo e miglioramento.
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