di
Corrado BelmontePiccolo grande capolavoro della cinematografia italiana firmato Corrado Guzzanti. La storia di per sé non vuole essere una critica al fascismo, ma si rivela, nella sua originalità, specchio fedele dell’italianità che Guzzanti spiega in chiave umoristica. Lo fa attraverso il gerarca Gaetano Maria Barbagli dai grandi sogni, perennemente al colloquio con il Duce, sua unica fonte d’ispirazione. La burla del messianesimo che troppi abbagli ha fatto prendere al nostro popolo. Nel colloquiare con la “Madonna del manganello”, il comico mostra quanto opportunistico sia l’utilizzo della religione da parte della politica e viceversa.
Il Guzzanti mette a nudo così l’italianità dalla costituzione ai giorni nostri mostrando in modo esilarante i pregi ed i difetti del popolo di sognatori santi e navigatori, ma non ancora pronti per conoscere i grandi misteri dell’universo.
La morale il senso e le ragioni di un film geniale sta nella frase che del narratore: “in Italia il problema non è mai stato quello di sapere la verità, ma che una volta saputola nessuno fa niente”.
Fotografa e confronta i tempi, i gesti ed i modi di vivere degli italiani in diverse epoche. Ne confronta la propaganda, le promesse, i sogni e le speranze.
Marte è una fede dice uno dei camerati nel film. Come l’Italia, sostiene in fondo Guzzanti ......prosegue leggi l'
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