Caffè Democratico BLOG

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giovedì 24 gennaio 2008

La finanziaria 2008 tra sviluppo e rigore

di Corrado Belmonte

La finanziaria 2008 tra sviluppo e rigore

La finanziaria 2008 prevede alcune riforme strutturali innovative puntando allo sviluppo economico e sociale del paese.
Prima di tutte, l’ires, l’imposta sui redditi delle società, scende dall’attuale 33% al 27,5% mentre l’irap scende dal 4,9% al 3,9% +/- 1% in base a quanto stabilito dalle regioni. Tale riduzione delle aliquote, cosa nuova per l’Italia, è però compensata dall’allargamento della base imponibile ovvero vengono riviste le voci la cui somma è la base con cui moltiplicare le aliquote.
A titolo di cronaca si segnala la scomparsa della thin cap, ovvero la modifica dell’articolo 98 del testo unico sulle imposte dei redditi, un’imposta che le società, nella realtà e prassi aziendali, non hanno mai realmente applicato perché di fatto difficilissima da calcolare.



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Mutui pazzi

di Cristiano Dani

Mutui pazzi

In Italia sta accadendo qualcosa di molto simile alla crisi subprime che ha imperversato negli Usa la scorsa estate e continua ad allarmare il mondo economico. Nelle città italiane si registra un aumento dei pignoramenti di case gravate da mutui. Neelie Kroes, commissario europeo alla Concorrenza, lancia il monito: "la nostra economia sta andando estremamente bene ma siamo consapevoli che la crisi, che è iniziata negli Stati Uniti, sta arrivando e sta influenzando anche l'Europa".

In 18 mesi i tassi europei sono praticamente raddoppiati. Con conseguenze dirette sulle rate dei mutui, in particolare su quelli a tasso variabile, sui prestiti al consumo e sul debito pubblico.


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Il Governo sostiene l'ambiente

di Luca Borreale

Il Governo sostiene l'ambiente

La nuova finanziaria è una ottima foto del quadro attuale delle rinnovabili in Italia, in quanto si è lavorato sui numeri e sulle procedure per migliorare i punti deboli.

Le energie alternative in Italia stanno avendo un grande sviluppo attraverso un modello legislativo vincente, nato con i primi decreti Bersani risalenti al 1999: 1/ I produttori di energia elettrica hanno l’obbligo di produrre una determinata percentuale della loro energia da fonte rinnovabile. 2/ I produttori di energia rinnovabile vedono riconosciuta la loro energia con i certificati verdi. 3/ Si dimostra di aver prodotto la giusta percentuale di energia rinnovabile attraverso il possesso dei certificati verdi, i quali possono essere anche acquistati da altri operatori in un apposito mercato nazionale.

Questo meccanismo ha incentivato fortemente .....prosegue leggi l'articolo completo

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domenica 1 luglio 2007

Economia dalla crisi alla sviluppo

di Corrado Belmonte

La vittoria di misura dell’unione alle elezioni richiedeva da parte della coalizione uno sforzo in avanti per ottenere crescita e stabilità.

L’Italia, per cause imputabili alla congiuntura ed alla concorrenza internazionale correlata ad una bassa produttività, usciva da un quinquennio in cui l’economia aveva avuto una crescita troppo bassa. Le istituzioni finanziarie avevano visto l’Italia arretrare anno dopo anno in termini di competitività. Occorreva uno scatto in avanti che fosse sostenuto dagli altri paesi europei.

Prodi, per il ruolo internazionale avuto nella Commissione e Padoa Schioppa per il proprio ruolo all’interno della Banca Centrale Europea, risultavano essere gli uomini giusti al posto giusto. Occorreva fare una scelta strategica: o dentro Maastricht o fuori dal mondo. Ogni scelta ha però un prezzo da pagare: l’aumento della pressione fiscale.

Occorreva trovare le risorse, occorreva trovare i fondi per fare innovazione. Padoa Schioppa li ha trovati. Con due finanziarie: luglio 2006 e dicembre 2007 il Governo in un anno ha riformato il sistema fiscale, non annullando quanto era stato fatto in passato. Tra l’8 e il 9 giugno sui giornali è apparsa la dichiarazione di Padoa Schioppa di una diminuzione delle aliquote imposte per aumentare la trasparenza ed il controllo delle voci di spesa dell’amministrazione pubblica. L’accumulo di risorse, prevede ora la possibilità di creare sviluppo e occupazione. Tuttavia l’aumento della pressione fiscale potrebbe costituire un vincolo per la crescita: il vero obiettivo della politica fiscale dell’unione.

In questo senso, le dichiarazioni del segretario ds Piero Fassino sono inequivocabili: “Quando importanti categorie economiche, che impiegano migliaia di operatori e lavoratori, manifestano un disagio, è dovere di chi ha responsabilità politiche e istituzionali ascoltarli”.
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Le cose da fare subito

di Corrado Belmonte

Il colpo che l’Unione ha subito nel nord del paese, in occasione delle ultime elezioni amministrative, nasce da una pressione fiscale eccessiva e da una legislazione innovata dalla finanziaria 2007 troppo complessa.

Occorre riflettere su quello che si può fare per risolvere la situazione.

Innanzitutto il tesoretto, i sette miliardi di euro in più e/o altre successive entrate che già si prefigurano, grazie alla rigorosa politica di recupero avviata dal Governo, contraddistinta dalla lotta all’evasione e dal riequilibro fiscale. Cosa farne?

Invece che distribuire le nuove risorse in modo statistico verso le famiglie più disagiate che non otterrebbero una somma significativa, l’alternativa potrebbe essere di porre in essere un intervento a favore delle imprese e dei cittadini rendendo deducibili fiscalmente gli interessi passivi derivanti da mutui e contratti finanziari al 100%......prosegue leggi l'articolo completo

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Riforma delle pensioni. A che punto siamo?

di Alberto Simone

Mancano pochi giorni all’entrata in vigore della riforma del tfr, ecco una sintetica guida utile a quei lavoratori che non hanno ancora scelto.

TFR o Pensione Integrativa?

È questa la fondamentale domanda che ogni lavoratore dipendente deve farsi nei pochi giorni che ha ancora a disposizione per decidere. Se non si pone questa domanda, se non assume alcuna decisione è la legge che decide al suo posto sul destino del tfr maturando ossia quello, cioè, cui ha diritto a partire dal 1° gennaio 2007, ossia dal momento dell'assunzione se successiva alla predetta data.

Questa regola vale per tutti i lavoratori dipendenti, sia che appartengano ad aziende con meno di 49 dipendenti che a imprese con più addetti.

Come scegliere

E’ bene chiarire i termini della scelta, il lavoratore può optare tra tfr o pensione integrativa. E' poi importante per i lavoratori considerare le modalità con cui una, e una sola, delle predette scelta può essere presa e manifestata.

La legge ha stabilito una particolare procedura che conduce a risultati che sono talvolta definitivi e immutabili. Inoltre, i risultati sono conseguiti anche in assenza di un'espressa manifestazione di scelta da parte dei lavoratori. Questi due aspetti rendono l’importanza della decisione.

Le modalità con cui è possibile effettuare la scelta sono due:
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venerdì 1 giugno 2007

TFR o pensione integrativa?

di Alberto Simone

Mancano pochi giorni all’entrata in vigore della riforma del tfr, ecco una sintetica guida utile a quei lavoratori che non hanno ancora scelto.

TFR o Pensione Integrativa?

È questa la fondamentale domanda che ogni lavoratore dipendente deve farsi nei pochi giorni che ha ancora a disposizione per decidere. Se non si pone questa domanda, se non assume alcuna decisione è la legge che decide al suo posto sul destino del tfr maturando ossia quello, cioè, cui ha diritto a partire dal 1° gennaio 2007, ossia dal momento dell'assunzione se successiva alla predetta data.

Questa regola vale per tutti i lavoratori dipendenti, sia che appartengano ad aziende con meno di 49 dipendenti che a imprese con più addetti.

Come scegliere

E’ bene chiarire i termini della scelta, il lavoratore può optare tra tfr o pensione integrativa. E' poi importante per i lavoratori considerare le modalità con cui una, e una sola, delle predette scelta può essere presa e manifestata.

La legge ha stabilito una particolare procedura che conduce a risultati che sono talvolta definitivi e immutabili. Inoltre, i risultati sono conseguiti anche in assenza di un'espressa manifestazione di scelta da parte dei lavoratori. Questi due aspetti rendono l’importanza della decisione.

Le modalità con cui è possibile effettuare la scelta sono due:
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giovedì 22 marzo 2007

Finanziaria 2007: risanamento e sviluppo

di Corrado Belmonte

Pochi sanno che Romano Prodi è professore di Politica ed Economia Industriale all’Università di Bologna. La sua formazione economica si riflette completamente nella manovra finanziaria del 2007. Prodi con Andreatta e Sylos Labini, suoi maestri, hanno passato una vita intera a studiare il modo per rilanciare e far crescere l’industria italiana soprattutto nel settore che è diventato più competitivo: quello manifatturiero. La nuova manovra poggia su tre cardini: taglio del cuneo fiscale per le imprese, fondi ed agevolazioni alle imprese e lotta senza quartiere all’evasione fiscale.....prosegue leggi l'articolo pubblicato sul numero 0 - Aprile 2007 del periodico Caffè Democratico

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Liberalizzazioni: dalla parte dei cittadini

di Corrado Belmonte

Con il decreto legge n. 223 del 4 luglio 2006 convertito nella legge n. 248 del 4 agosto 2006 il governo approvava le seguenti misure per “sbloccare” l’economia:

alimentari: per fare il pane, basterà presentare una DIA, dichiarazione d’inizio attività, in comune;
assicurazioni: libertà per gli agenti assicuratori di vendere tutte le polizze aumentando la concorrenza delle condizioni proposte dalle assicurazioni;
authority: multe tra il 3% ed il 10% del fatturato per violazione delle norme sulla concorrenza; .....prosegue leggi l'articolo pubblicato sul numero 0 - Aprile 2007 del periodico Caffè Democratico

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