Caffè Democratico BLOG

Il BLOG del periodico Caffè Democratico Il BLOG della partecipazione politica!

domenica 27 maggio 2007

Al cuor non si comanda. Nuova rete di pronto intervento in farmacia

di Vittorio Gualtieri

Quando il cuore, il motore della nostra vita, smette di funzionare regolarmente, l’unica arma vincente è la tempestività.
I farmacisti raccolgono ogni giorno le confidenze di persone che all’improvviso e senza mai aver avuto alcun chiaro sintomo, sono dovuti correre al pronto soccorso per complicazioni al cuore.
In alcuni casi salvati dall’immediato aiuto di familiari, amici o passanti che hanno saputo riconoscere l’origine del problema ed allertare con rapidità i soccorsi. In altri casi per la celerità dell’ambulanza impegnata a districarsi nel traffico e comunque, come in tutti i casi, affidati alla fortuna di poter arrivare in tempo in ospedale per poter essere soccorsi e scampare ad una prematura dipartita.
Non occorre guardare le statistiche per sapere quanto sia probabile subire un infarto e a qualsiasi età.
Colpa dello stress? Della vita sregolata e dell’alimentazione sbagliata?
Sicuramente una buona prevenzione aiuta e piccoli accorgimenti che dovrebbero far parte della nostra vita quotidiana certamente tornano utili per combattere questa terribile eventualità.
Ma siamo sicuri possa bastare?
Alcune volte i problemi cardiaci derivano da predisposizioni genetiche ereditarie e a questo proposito tanto può essere detto. Perciò in questo caso e anche per chi non rinuncia ad una vita senza regole, deve esserci un aiuto concreto, una mano che si allunga istantaneamente per rialzare il malcapitato.
Che male c’è a voler donare un’altra possibilità? La vita è un diritto inalienabile ed è nostro dovere garantirla. Se non la pensassi così dovrei cambiare professione.
E quindi eccomi qui ad illustrare un nuovo progetto che proprio recentemente è stato presentato a Roma in Campidoglio e che vede impegnati congiuntamente FEDERFARMA e ARES 118.......prosegue leggi l'articolo completo

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venerdì 18 maggio 2007

DICO. Chi ha ragione?

di Corrado Belmonte

In questi giorni si assiste ad un confronto aspro su una delle leggi più controverse in materia del diritto di famiglia: i dico, perché, se introdotti, cambierebbero il diritto vigente in materia.

In pochi sono tecnicamente in grado di valutare la legge sulle convivenze civili. Il difficile sta nel comprendere le conseguenze di questa legge.

Che il legislatore italiano sia chiamato ad intervenire in merito è sicuro, vista la portata della legge ed il fatto che l’esistenza di un vuoto normativo in merito, è riconosciuta da ambedue gli schieramenti laici e cattolici.

Mentre la sinistra democratica preme per il pieno riconoscimento dei Dico e spinge per la piena omologazione fra coppie di fatto e matrimonio, la chiesa cattolica, in modo inequivocabile, manifesta la propria assoluta contrarietà. ......prosegue leggi l'articolo completo

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giovedì 17 maggio 2007

Morti bianche? No grazie!.

di Stefano Galante
La significativa e rilevante attenzione rivolta dalle più alte cariche dello Stato riguardo il tema della tutela dei lavoratori e, al contempo, l’acuirsi degli infortuni e dei decessi per causa lavorativa in questi primi mesi dell’anno (pari al +35% circa rispetto al 2006), hanno portato ad una marcata risonanza da parte dei media, sul problema della mancata prevenzione sui posti di lavoro.

Alzare l’attenzione e richiamare al dramma quotidiano, delle morti bianche, rappresenta senza dubbio un importante apporto alla sensibilizzazione diffusa sul problema e all’aumento di una consapevolezza collettiva delle dimensioni inaccettabili del fenomeno. Ma se sul piano dell’opinione pubblica tutto questo può trovare una sua adeguata e necessaria collocazione, sul livello del merito – a partire dagli attori principali – il richiamo ad analisi puntuali, a riflessioni contestualizzate e costanti, deve seguire un atteggiamento ed un’azione dovuta
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lunedì 14 maggio 2007

Questione energetica e democrazia

di Andrea Secci

Se è vero che esiste uno stretto rapporto tra sviluppo della civiltà e consumo di energia è altrettanto vero che la civiltà contemporanea si trova ad un bivio cruciale.
Con lo sviluppo portentoso dei BRIC (Brasile, Russia, India, Cina), il consumo di energia è cresciuto in maniera esponenziale. Questo sommato alla politica energetica dei vecchi paesi industrializzati (USA in primis), sta avendo un impatto devastante sul clima terrestre.
L’immediata conseguenza è l’aumento della temperatura media globale a causa del cosiddetto “effetto serra” (cappa di CO2, anidride carbonica, sospesa nell’atmosfera che si incrementa di anno in anno).
Infatti, fino ad oggi, l’energia è stata prodotta in larghissima maggioranza da fonti finite (idrocarburi), la cui combustione emette CO2. Le riserve di idrocarburi, inoltre, sono concentrate in luoghi lontani dal consumo energetico finale ed in aree politicamente instabili, determinando quei costi logistici e militari sotto gli occhi di tutti.
Oggi, queste fonti fossili sono sempre più costose, di qualità sempre più scadente, sempre più difficili da estrarre e, secondo molte pubblicazioni, potrebbero esaurirsi in pochi decenni.
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Sotto le bandiere del riformismo, per immaginare il futuro

di Andrea Secci

Come ha ben sottolineato, sul Sole 24 Ore, lo storico Valerio Castronuovo, la cultura riformista è stata a lungo assente dalla vita politica italiana, sostituita di volta in volta dalle riforme di struttura (PCI), dalla programmazione statuale del progetto 80 (sinistra PSI), dal solidarismo delle coscienze individuali accompagnato da un intervento pubblico assistenzial–clientelare (DC), il tutto mescolato ad un protezionismo corporativo tutelato da una certa politica sindacale.
Altri tempi, altri contesti internazionali, altra divisione internazionale del lavoro.
Non c’è dubbio. Il problema è l’eredità che pesa sulle spalle di tutti noi contribuenti attuali:
-un debito pubblico altissimo (107% del pil), che impedisce di fatto manovre pubbliche di un certo peso, con un onere annuo oscillante tra i 70 e gli 80 miliardi di interessi;
-il ritardo di investimenti nelle infrastrutture essenziali per la competitività del paese (rete energetica, stradale, ferroviaria, sistema portuale, trasporto locale metropolitano);
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Il coraggio della Libertà

di Corrado Belmonte

“Fermati Piero, fermati adesso, lascia che il vento ti passi un po’ addosso, dei morti in battaglia ti porti la voce, di chi diede la vita ed in cambio ebbe una croce.”
Il 25 aprile 2007 non è soltanto la data dell’anniversario della liberazione dal nazifascismo. Quest’anno, lo si può affermare, il 25 aprile segna la data della nascita del partito democratico. Il 26 aprile, all’indomani della stessa data, segnava la vittoria alle elezioni dell’ulivo nel 1996. Era il primo governo Prodi, la prima grande vittoria del centrosinistra contro il progetto politico delle destre.
In molti discutono sulla storia del partito democratico e riflettono sul passato delle varie formazioni politiche che lo compongono o che si aggregheranno. La storia di questo nuovo partito nasce all’alba del 1943 quando i giovani ragazzi di una generazione si unirono costituendo i comitati di liberazione nazionale, si unirono per l’Italia regalandoci il futuro. Nella storia recente dei vecchi partiti, con i loro gruppi e sottoinsiemi, i grandi assenti dalla politica erano quei giovani eroi che scelsero di dare la propria vita per noi. Ebbero in cambio la morte, ma la loro lezione morale rimane scritta nella storia dell’Europa. Giovani che si unirono alle brigate Garibaldi, ai comitati civici, che costituirono il partito d’azione. Giovani liberali, cattolici, comunisti, anche monarchici, ma antifascisti, uniti dal desiderio di libertà.......prosegue leggi l'articolo pubblicato sul periodico telematico Caffè Democratico

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Rock e Lento

di Pino Nazio
La partecipazione è Rock
Il verticismo è Lento
Rutelli è Rock
Casini che fa l’ironico è Lento
Le liberalizzazioni sono Rock
Il liberismo è Lento
Il Partito delle libertà è Lentissimo
I valori sono Rock
Il pantheon è Lento
Fare il Partito Democratico è Rock
Dire “anche noi dobbiamo fare…” è Lento
Le primarie sono Rock
Il partito-azienda è Lento
Una testa un voto è Rock
Un voto senza testa è Lento
Anna Finocchiaro è Rock
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