Intervista a Massimo D'Alema La partecipazione contro la crisi della politica
“Non solo io, ma anche gli altri;
Non solo qui, ma anche il mondo;
Non solo oggi, ma anche domani”.
.......prosegue leggi l'articolo completo con l'intervista sul Caffè Democratico !
Etichette: Il politico, l'intervista

6 Commenti:
Alle 14 giugno 2007 21.19 ,
Anonimo ha detto...
non c'è dubbio
Massimo sei grande!
Alle 5 luglio 2007 10.00 ,
Anonimo ha detto...
PD sarà un un partito nuovo se avrà la capacità di acquisire nuovi talenti e conservare quelli che già ha. Dobbiamo prendere il meglio di tutti partendo dal valore delle persone.
Michele
Alle 18 luglio 2007 12.14 ,
bartolo ha detto...
vi ricordate l'affare rete4? bene ora al governo ci siamo noi di sinistra giusto? cosa si aspetta a far applicare la legge? cosa si aspetta per riportare un po' di legalità in italia? chiediamolo tutti a gran voce!
Alle 18 luglio 2007 18.38 ,
P.N. ha detto...
e' vero quello che scrivi su Rete4, ma sappiamo in quali condizioni governa Prodi, con 2 voti di maggiornaza al Senato che lo espongono a qualunque ricatto, anche di un singolo senatore.
Non credo che la forza "corruttrice" di Berlusconi avrebbe gioco difficile a trovare un paio di senatori disposti -in nome della Liberta'- a non votare un provvedimento per mandare sul satellite Rete4. Ti do un dato: su cento provvedimenti approvati dal Consiglio dei ministri (compreso il disegno di legge sulla Rai tv) in Parlamento ne sono passati solo una dozzina!
P.N.
Alle 19 luglio 2007 1.14 ,
Anonimo ha detto...
si si caro d'alema, mettiti pure in discussione, però sarebbe bene che vai a casina, tu e tutti quelli che la politica la fanno come te
Alle 19 luglio 2007 12.12 ,
Anonimo ha detto...
E' inutile perdersi nelle solite polemiche che non propongono alternative serie! Criticare, sentenziare è facile. Trovare in giro capacità politiche come quelle che alcuni uomini come D'Alema hanno dimostrato è ancora da vedere. Rinnovare è un'esigenza indiscutibile, ma vorrei vedere prima con chi! La costruzione di una nuova classe dirigente ha bisogno di tempi, di partecipazione costruttiva e non di sentenzialismi.
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