Caffè Democratico BLOG

Il BLOG del periodico Caffè Democratico Il BLOG della partecipazione politica!

giovedì 5 giugno 2008

Il Caffè Democratico riprende

Il Caffè Democratico riprende l'attività redazionale!

La sospensione dell'attività si è determinata a causa dell'impegno diretto nella campagna elettorale dei membri della redazione.

E' con soddisfazione infatti che comunichiamo che in controtendenza rispetto all'andamento generale lo staff del Caffè Democratico ed il direttivo dell'associazione Democratici Arvalia ha ottenuto uno straordinario successo elettorale.



Gianni Paris, promotore del Caffè Democratico e dell'associazione Democratici Arvalia, è stato eletto al primo turno come Presidente del Municipio Roma XV con 46.094 voti, pari al 53,15 %, secondo i dati ufficiali definitivi. Raggiungendo il miglior risultato cittadino come voti al Presidente.


Daniela Gentili, direttore editoriale del Caffè Democratico e presidente dell'associazione Democratici Arvalia, è stata eletta nel Consiglio del XV Municipio di Roma.

Umberto Marroni è stato il primo degli eletti nel Consiglio del Comune di Roma e nominato Capogruppo del Partito Democratico.


Ermanno Pascucci, Mimma Miani,Gaetano Cellamare, Vittorio Gualtieri, collaboratori della redazione, sono stati anche loro eletti nel Consiglio del XV Municipio e Fabrizio Grossi nominato assessore.


Un ringraziamento particolare va anche a tutti gli amici e compagni dell'associazione che non sono scesi in campo in prima persona ma hanno dato un contributo determinante all'elezione dei candidati: Manuele Marcozzi, Emanuele Faina, Cristiano Dani, Rossella Coltorti, Rossella Aldrighi, Pino Nazio, Claudio Camilli, Corrado Belmonte, Cristiana Demi, Arianna Donati, Andrea Catalini, Francesca Cellamare, Tommaso Tini, Alberto Romano, Roberta Patacchiola, Gino Auriuso, Giovanni De Lucia, Maurizio Carletti e tanti altri..

giovedì 24 gennaio 2008

Intervista a Michail Gorbaciov. Give peace a chance

di Pino Nazio

Intervista a Michail Gorbaciov. Give peace a chance

Sono passati 20 anni dalla firma dello storico trattato sugli euromissili tra Usa e Urss.
Di fronte alla minaccia terroristica bisogna lavorare per il disarmo nucleare.
Un'altra priorità? L'acqua….

“Give peace a chance" cantava John Lennon negli anni '60, in piena Guerra fredda, e quarant'anni dopo il mondo ha ancora bisogno di chance, di possibilità. Allora c'erano due superpotenze che si spartivano il mondo e avevano istaurato un sistema che si reggeva sulla paura reciproca. L'"equilibrio del terrore" era definito, basato su migliaia di testate nucleari in grado di distruggere la Terra una volta, poi un'altra, e un'altra ancora…. Alla metà degli anni '80, nel pieno della corsa agli armamenti, arriva sul gradino più alto dell'Unione Sovietica un signore di 54 anni, il più giovane leader del Pcus (il partito Comunista dell'Urss) dai tempi di Lenin. Michail Gorbaciov è un riformatore, uno che inventa per la politica del suo paese parole come glasnost, trasparenza, e perestrojka, ristrutturazione. In quel tempo presidente degli Stati Uniti è un ex-attore conservatore, Ronald Reagan. Il riformatore Gorbaciov e l'ultradestro Reagan, l'8 dicembre 1987, sottoscrivono a Washington il trattato per l'eliminazione degli euromissili. E' una data storica.

Mikail Gorbaciov, il mondo era più sicuro allora o adesso?

Venti anni fa incombeva veramente una minaccia, eravamo sulla soglia del baratro. Poi .....prosegue leggi l'articolo completo

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Un partito che nasce in mezzo alla crisi

di Gianni Paris

Un partito che nasce in mezzo alla crisi

La crisi del Governo Prodi provocata da ricatti incrociati, particolarismi, interessi di clan, carica sulla nascita del PD enormi responsabilità ed in qualche modo ne ridefinisce il ruolo e la funzione.

Il processo con il quale si deve garantire al nuovo partito un’organizzazione efficiente ed efficace, capace di cogliere ed articolare la pluralità di forme di partecipazione e di sensibilità che il momento richiede, deve subire un’evidente accelerazione.

Un partito moderno deve innanzitutto riflettere sulle modalità con le quali si è dato vita ad un’esperienza straordinaria quali le primarie il cui successo va analizzato in maniera più analitica di quanto avvenuto fino ad oggi e considerarlo un patrimonio della nuova cultura politica che il partito democratico vuole imporre (ed il nostro giornale tenta di farlo nelle pagine successive).

I costi delle primarie (e in alcuni casi anche i risultati), infatti fanno pensare ad un loro uso sensato,
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Il Partito Democratico ha il suo simbolo!

di Daniela Gentili

Il Partito Democratico ha il suo simbolo!

"E' il simbolo di un grande partito

che guarda al futuro e vuole bene all'Italia.

Il partito del patriottismo dolce.

Noi saremo così"

E' con queste parole che Ermete Realacci, responsabile comunicazione del Partito Democratico, presenta il nuovo simbolo.

Il Caffè Democratico riceve il comunicato stampa, apro l'allegato e provo una grande e sana emozione..

Il simbolo di un partito è qualcosa di più di un biglietto da visita, è la presentazione di un'identità e il PD così oggi prende forma e colore: nel modo più bello.

I colori della patria, un sapore antico, un obiettivo quanto mai moderno, senso di appartenenza e valori atavici, quelli del bene comune, di una identità tutta nostra e solo nostra, l'identità del popolo italiano.

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Le priorità della politica e la fantapolitica

di Daniela Gentili

Le priorità della politica e la fantapolitica

Fortunatamente la fantascienza può mostrarci come funzionano le dimensioni alternative, così alcuni aspetti della politica possono apparire comprensibili.
Mi è capitato di incappare in una storia dove i protagonisti della vicenda si trovavano accidentalmente in una dimensione alternativa. Potevano vedere le persone dell’altra dimensione ma queste, invece, non erano in grado di percepire loro. Quando ho visto la puntata della serie televisiva Stargate ho capito cosa è successo ai protagonisti del precedente Governo. Il resto del mondo si trovava in una dimensione alternativa e li vedeva alla guida del Paese ma loro non potevano accorgersi che certe cose in Italia, nella nostra dimensione, accadevano e andavano male anche allora.
Anzi forse proprio allora sono state create le condizioni che hanno portato alla crisi economica e sociale che l’Italia sta vivendo e che il Governo Prodi sta affrontando, cercando soluzioni e ottenendo già qualche importante risultato.
Diversamente, se non prendessi in considerazione l’ipotesi fantascientifica, non saprei proprio spiegarmi il 99% delle loro dichiarazioni.
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Cosa vuole il popolo del 14 ottobre?

Cosa vuole il popolo del 14 ottobre?

Ricerca condotta dal master in Comunicazione e Consulenza Politica della LUMSA di Roma e dall’associazione MODEM

Otre tremilioni e mezzo di persone sopra i sedici anni si sono recate a votare alle elezioni per il segretario del partito Democratico lo scorso 14 ottobre.Un risultato inaspettato che ha colto di sorpresa politici e osservatori. Di questi, duemilioniseicentosessantaseimila hanno dato la loro preferenza a Walter Veltroni. Ma aldilà dei numeri nessuno sa veramente come la pensano e cosa vogliono quelli che hanno affollato sezioni di partito e sedi dell’Anpi, associazioni culturali e università popolari. A dare una definizione qualitativa del cosiddetto popolo delle primarie ci ha provato una ricerca condotta dal master in Comunicazione e Consulenza Politica della LUMSA di Roma e dall’associazione che raccoglie esperti della comunicazione e della formazione MODEM. Ventitré domande per riuscire a scoprire meglio chi sono e cosa pensano gli elettori del partito Democratico, cinquantacinque le località – piccole, medie e grandi - distribuite su tutto il territorio nazionale, in modo da rappresentare l’intero universo dei votanti. Da Biella a Messina, da Abbasanta a Venafro, passando per Torino, Milano, Roma e Lecce ecco la fotografia dell’unica ricerca qualitativa condotta il 14 ottobre. Tra gli elettori si registra una sostanziale parità di genere, con una leggera prevalenza di uomini.

TITOLO DI STUDIO

Colpisce la quantità di laureati, 38,7%, e di diplomati, 35,2, che si sono recati
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Si può parlare di finanziaria e divertirsi?

Si può parlare di finanziaria e divertirsi?

Si è tanto discusso di necessità di contatto con i territori e di nuove modalità di partecipazione.
Ed ecco un esempio concreto. Lunedì 17 dicembre, l’associazione Democratici Arvalia ha organizzato un’iniziativa rivolta ai cittadini e ai volontari della politica che vede il coinvolgimento di illustri relatori, alcuni al loro battesimo politico, che formano e informano sull’attività di Governo e la legge finanziaria, ma non solo.. Una full immertion: dal cosa è la finanziaria ai provvedimenti in corso di approvazione, dai contenuti al senso politico della manovra ed all’impatto nel quotidiano, nei territori.
Daniela Gentili (presidente dei Democratici Arvalia) ha coordinato l’iniziativa.
Relatori il presidente del XV Municipio di Roma Gianni Paris, promotore
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La finanziaria 2008 tra sviluppo e rigore

di Corrado Belmonte

La finanziaria 2008 tra sviluppo e rigore

La finanziaria 2008 prevede alcune riforme strutturali innovative puntando allo sviluppo economico e sociale del paese.
Prima di tutte, l’ires, l’imposta sui redditi delle società, scende dall’attuale 33% al 27,5% mentre l’irap scende dal 4,9% al 3,9% +/- 1% in base a quanto stabilito dalle regioni. Tale riduzione delle aliquote, cosa nuova per l’Italia, è però compensata dall’allargamento della base imponibile ovvero vengono riviste le voci la cui somma è la base con cui moltiplicare le aliquote.
A titolo di cronaca si segnala la scomparsa della thin cap, ovvero la modifica dell’articolo 98 del testo unico sulle imposte dei redditi, un’imposta che le società, nella realtà e prassi aziendali, non hanno mai realmente applicato perché di fatto difficilissima da calcolare.



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Mutui pazzi

di Cristiano Dani

Mutui pazzi

In Italia sta accadendo qualcosa di molto simile alla crisi subprime che ha imperversato negli Usa la scorsa estate e continua ad allarmare il mondo economico. Nelle città italiane si registra un aumento dei pignoramenti di case gravate da mutui. Neelie Kroes, commissario europeo alla Concorrenza, lancia il monito: "la nostra economia sta andando estremamente bene ma siamo consapevoli che la crisi, che è iniziata negli Stati Uniti, sta arrivando e sta influenzando anche l'Europa".

In 18 mesi i tassi europei sono praticamente raddoppiati. Con conseguenze dirette sulle rate dei mutui, in particolare su quelli a tasso variabile, sui prestiti al consumo e sul debito pubblico.


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Quando i lavoratori muoiono

di Mimma Alfonzo Miani

Quando i lavoratori muoiono

Stiamo da anni assistendo alle morti sul lavoro. La morte degli operai della ThyssenKruup è stata il momento più drammatico che ha riportato l’attenzione su questo terribile tema, nonostante che il Presidente Napolitano in molte occasione aveva lanciato appelli per invertire la tendenza.

Perché si muore di lavoro? La legge che tutela la sicurezza nelle fabbriche e nei luoghi pubblici è degli anni ‘70, dopo il disastro di Seveso.

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L'America di Obama

di Manuele Marcozzi

L'America di Obama

Barack Obama 46 anni nato il 4 Agosto del 1961 ad Honolulu (Hawaii), figlio di un mussulmano del Kenya e di una ragazza bianca del Kansas. E’ la vera sorpresa delle elezioni primarie del Partito democratico statunitense, a cui stanno partecipando gli elettori per scegliere chi nel novembre di questo anno sarà il candidato che avrà l’obiettivo di riportare un democratico alla Casa bianca.

Obama è il nuovo fenomeno della politica a stelle e strisce, ha superato nel New Hampshire, senza troppe difficoltà, la candidata inizialmente più autorevole, Hilary Clinton.

Obama è riuscito a scuotere le anime .....prosegue leggi l'articolo completo

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L'America di Hillary

di Cristiano Dani

L'America di Hillary

Di lei dicono: “ha la corazza di una testuggine tanto è testarda, pugnace e capace di tirare fuori gli artigli proprio nei momenti di maggiore difficoltà, quando sembra che stia per sprofondare.”

E’ soprannominata “regina di denari”, grazie alla straordinaria macchina elettorale messa appunto negli anni insieme al marito che conta sui migliori esperti insieme ad una grande capacità di fundraising (raccolta fondi).

“Quando voglio una cosa la ottengo sempre”, dice.

Non è ben vista da una parte del suo partito ma ha dalla sua una grande esperienza a Washington come senatrice, cosa che la pone in vantaggio rispetto al suo avversario che non vanta esperienze di governo, e una forte visibilità nazionale e internazionale.

Hillary Rodham Clinton
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La Francia di Sarkozy

di Bénédicte Monville

La Francia di Sarkozy

Quando passeggio nella città di Roma, sono spesso sorpresa di quanto la gente consideri positivamente l’elezione di Sarkozy. Più volte mi sono posta la domanda, o gli italiani trovano nell'elezione di Sarkozy un modo di rassicurarsi sulle loro proprie scelte passate o non sanno niente di quello che sta accadendo in Francia. Devo dire pero' che i francesi stessi cominciano solo ora ad aprire gli occhi e qualcuno sembra ancora ubriacato dalla frenesia gesticolante del nostro presidente.

Il presidente Sarkozy ed il governo di François Fillon hanno intrapreso una serie di riforme sociali ed economiche: il cosiddetto "pacchetto fiscale", la riforma
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Il senso di un festa.. anzi due. Un nuovo parco per la Magliana, un territorio restituito ai cittadini

di Emanuele Faina

Il senso di un festa.. anzi due. Un nuovo parco per la Magliana, un territorio restituito ai cittadini

Ci sono volute ben due feste, il due e il nove dicembre scorsi, per inaugurare il nuovo Parco Pian Due Torri, nel popoloso quartiere della Magliana. Si è trattato di vere feste di piazza, volute, organizzate e partecipate dai cittadini.

Municipio e associazioni, Assessorato alle Politiche per la sicurezza e centri anziani, ma soprattutto tanta gente del quartiere, si sono uniti e hanno dato vita a due giornate di collaborazione e condivisione. Collaborazione alla realizzazione di un obiettivo comune: il riappropriarsi di un’area che da anni sembrava destinata ad uno di quegli apparentemente ineluttabili degradi di tante periferie suburbane. Condivisione dei risultati raggiunti e degli impegni futuri: il nuovo parco dovrà diventare una casa comune dove poter stare insieme, passeggiare, giocare, in sicurezza.

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L'angolo dello psicologo: malattie infantili

di Gianni De Lucia

Malattie infantili

Nel caso di disturbi psicologici infantili è buona norma promuovere un appropriato trattamento psicoterapeutico dei genitori: genitori più “sani” formeranno, infatti, figli migliori.

Questo orientamento può essere utile anche in politica.

Lenin diceva: “estremismo malattia infantile del comunismo”.

Purtroppo si deve constatare che questa “malattia” ha dei sintomi che si stanno dimostrando, nel tempo, incurabili. O meglio, curati male.

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La RAI che non vedrai

di Pino Nazio

La RAI che non vedrai

Dieci anni dopo l’uscita del libro “Rai idea e progetto – Comunicazione per il XXI secolo” Elio Matarazzo ci riprova con “La Rai che non vedrai - Idee e progetti sul servizio pubblico radiotelevisivo”.

Matarazzo, autore televisivo e esperto in architetture comunicative, è docente del master in Professioni e formati della televisione contemporanea all’università Roma Tre.

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Baldarelli: rischi e opportunità per l'agricoltura

l'intervista

Cloe in greco si indica l'erba appena spuntata e anche un epiteto di Demetra, la dea dei raccolti. Questo è il nome scelto dalla fondazione presieduta dal viceministro Marco Minniti che nasce con l’obiettivo di diventare un think thank sull’agricoltura a livelo internazionale. L’esordio della fondazione è stato in occasione del convegno Dall’effetto serra alle bioenergie compatibili”, organizzato nell’ambito del Summit dei premi Nobel per la Pace che si è tenuto a Roma lo scorso 13 dicembre. Dopo il suo intervento abbiamo incontrato il segretario generale di Cloe, Francesco Baldarelli.

Quali problemi comporta per il mondo agricolo la diffusione delle bioenergie?

“Le bioenergie sono legate al protagonismo del mondo agricolo. La terra è un bene fondamentale e deve essere utilizzata per l’alimentazione. Ma una quota straordinaria può essere destinata alla produzione di

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Quando cibo e benzina diventano la stessa cosa

di Luca Borreale

Quando cibo e benzina diventano la stessa cosa

I biocombustibili, il cui mercato ed utilizzo si è sviluppato solo negli ultimi anni, sono combustibili liquidi ottenuti quasi esclusivamente da materiale di origine vegetale, perciò da coltivazioni e prodotti della terra. Nella loro forma attuale, cioè il biodiesel ottenuto da olio vegetale di girasole, soia, palma, colza, ed il bioetanolo ottenuto da specie zuccherine e da cereali, sono assolutamente assimilabili ai combustibili tradizionali ed utilizzati in particolare per il trasporto su ruota, pertanto automobili e camion. Il paese leader nel settore è il Brasile, nel quale l’utilizzo del bioetanolo ha permesso di sostituire il 30% della benzina per autotrazione.

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Il Governo sostiene l'ambiente

di Luca Borreale

Il Governo sostiene l'ambiente

La nuova finanziaria è una ottima foto del quadro attuale delle rinnovabili in Italia, in quanto si è lavorato sui numeri e sulle procedure per migliorare i punti deboli.

Le energie alternative in Italia stanno avendo un grande sviluppo attraverso un modello legislativo vincente, nato con i primi decreti Bersani risalenti al 1999: 1/ I produttori di energia elettrica hanno l’obbligo di produrre una determinata percentuale della loro energia da fonte rinnovabile. 2/ I produttori di energia rinnovabile vedono riconosciuta la loro energia con i certificati verdi. 3/ Si dimostra di aver prodotto la giusta percentuale di energia rinnovabile attraverso il possesso dei certificati verdi, i quali possono essere anche acquistati da altri operatori in un apposito mercato nazionale.

Questo meccanismo ha incentivato fortemente .....prosegue leggi l'articolo completo

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Quali alternative al petrolio per i trasporti su gomma?

di Luca Borreale

Quali alternative al petrolio per i trasporti su gomma?

Un’alternativa alla dipendenza da petrolio, oltre ai biocombustibili, è rappresentata dalle auto ad idrogeno e ad aria compressa, ma presenta ancora delle difficoltà. Il principale elemento a sfavore per questa soluzione è che non esistono giacimenti di idrogeno o di aria compressa, i quali sono solo “vettori energetici”, ovvero essi vanno creati appositamente. Nel processo di creazione richiedono energia e pertanto hanno un impatto ambientale (combustione di sostanze fossili ed emissione di CO2).

Va considerato però un aspetto fondamentale: a

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Sapevate che... gennaio 2008

di Francesca Cellamare

Sapevate che... gennaio 2008

Fisco, nel 2007 boom di entrate

Risultati brillanti quelli conseguiti dall'Agenzia delle Entrate nel 2007, con un forte recupero dell'evasione fiscale. Più di 451 miliardi di entrate tributarie al 30 novembre (+10% rispetto a un anno fa) e 6 miliardi complessivi di incassi da attività di controllo, con un aumento del +37% sul 2006.



Tfr, 900.000 scelgono i fondi pensione

Primo bilancio della Commissione di vigilanza sui Fondi pensione dopo l'avvio della riforma del trattamento di fine rapporto. Rispetto alla fine del 2006 si è registrato un incremento del 50% degli iscritti alla previdenza complementare.

Italia: regina del turismo invernale


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Leoni per agnelli

di Daniela Gentili

Leoni per agnelli

Chi fa giornalismo e politica non può restare indifferente guardando il film denuncia di Robert Redford.
Ma non solo chi è coinvolto in prima linea nella comunicazione e nelle scelte viene toccato.

Il film chiama all’appello della responsabilità civile, del vivere la vita da protagonisti, anche i giovani che troppa distanza pongono tra loro e la vita reale, così anche gli educatori, così tutti gli indifferenti, anche i semplici cittadini che facendo zapping televisivo prediligono alla notizia, all’approfondimento, il gioco a premi.

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mercoledì 7 novembre 2007

Enzo Biagi il giornalismo ti ringrazia

di Daniela Gentili

Biagi in tre parole: onestà, sobrietà, libertà.


«Ho sempre sognato di fare il giornalista, lo scrissi anche in un tema alle medie: lo immaginavo come un "vendicatore" capace di riparare torti e ingiustizie [...] ero convinto che quel mestiere mi avrebbe portato a scoprire il mondo » (Enzo Biagi)

Il Picchio, una rivista studentesca fondata con i compagni di scuola, fu la prima esperienza. Il primo passo verso il suo destino. Durò pochi mesi, fu soppressa dal fascismo. Ma questo servì a gettare i semi di quello che sarebbe stato inequivocabilmente l’uomo che tutti abbiamo conosciuto : partigiano, antifascista, giornalista, redattore d’Italia, quello che nello scrivere, nel raccontare la nostra storia, con la sua vita, con la sua unicità ne è diventato a pieno titolo un capitolo.

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martedì 9 ottobre 2007

Prima delle primarie, un po' di storia..

di Bernardo Leone

Il 16 ottobre del 2005 le elezioni primarie hanno consentito di eleggere il candidato premier dell’Unione per le elezioni politiche che si sarebbero svolte nell’aprile 2006. Quelle consultazioni, lo ricorderanno i lettori, vide l’affermazione di Romano Prodi con il 74% delle preferenze.

Ma la vera vittoria schiacciante la ottennero proprio le primarie. Il meccanismo, il sistema della partecipazione. Più di quattro milioni di persone si misero in fila per partecipare alla scelta. Per esserci. Per contare. E forse anche per contarsi.

Il 14 ottobre 2007 la macchina torna in pista per designare il segretario e le assemblee costituenti nazionale e regionali del nuovo Partito Democratico. Di nuovo i cittadini sono chiamati a scegliere.


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Idealisti e pragmatici. L'angolo dello psicologo

di Gianni De Lucia

Chiamiamo “Ideali” quella visione prospettica delle cose che dovrebbe realizzare le nostre aspirazioni più profonde, o quelle che sentiamo di dover avere.

La parola è ricca di risonanze nobili, ma non supera tutte le perplessità.

E’intanto, evidentemente, una visione di parte: ognuno ha, infatti, le proprie aspirazioni.

Gli ideali nascono dall’irriducibile insoddisfazione degli umani per la realtà così com'è.

Sono, tuttavia, e con tutta evidenza, una cosa buona e importante: contribuiscono all’identificazione delle mete, riducono l’angoscia esistenziale, aggregano coloro che li condividono, fanno bene …al cuore.


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domenica 1 luglio 2007

Intervista a Massimo D'Alema La partecipazione contro la crisi della politica

di PINO NAZIO

“Non solo io, ma anche gli altri;

Non solo qui, ma anche il mondo;

Non solo oggi, ma anche domani”.



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Il baratro dell'antipolitica

di Gianni Paris

Viviamo in un tempo in cui l’antipolitica avanza e divora il confronto.
Lo scontro e le battaglie leali, che dovrebbero essere il sale della politica vera, lasciano il posto alla violenza, verbale e non solo, alla strumentalizzazione, di quei tanti che non hanno ancora capito che la “polis” è il luogo di tutti e che, pertanto, va onorato e difeso. La disinformazione, le comunicazioni populiste volte all’accaparramento di nuovi bacini elettorali, non rendono un buon servizio al Paese.

Il Presidente della Repubblica ha fatto un severo richiamo sull’argomento. E lo ha fatto attraverso un appello tanto saggio quanto inequivocabile: “bisogna avere il senso del limite e della responsabilità nel denunciare quel che non va; se si fa di tutte le erbe un fascio, si semina ulteriore sfiducia, non si aiuta la definizione di obiettivi precisi di rinnovamento”.

Sembrerebbe folle, ma più o meno funziona così: di fronte alla crisi della politica, alla non adeguata capacità di essa di rappresentare i bisogni della gente, invece di stringersi intorno alle Istituzioni, di proporre soluzioni, elaborare nuove strategie, piovono insulti e critiche strumentali proprio su queste e sui loro rappresentanti. L’urgenza di molte riforme impone un dialogo trasversale che vede anche il superamento dei due poli su quelle che sono le questioni, condivise largamente, che consentono al Paese il rilancio economico e sociale. E la gente, i cittadini, la politica la subiscono. La volontà popolare, che dovrebbe essere espressa attraverso i suoi rappresentanti in Parlamento, appare impotente. Ma la volontà popolare non si può soffocare. Non si può ammansire per sempre. Si sente un ribollire di idee. Nelle piazze, nelle scuole, nei circoli, nella straordinaria esperienza delle primarie si ripete l’eco di un’istanza insopprimibile: quella di partecipare, quella di riformare. Le grida sguaiate di chi denuncia a oltranza senza proporre soluzioni porteranno presto all’afonia.

L’antipolitica si muove solamente sull’onda della demagogia, del populismo, creando disorientamento e non avanzando alcuna proposta concreta.
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Partito Democratico: una nuova classe dirigente per il Paese

di Gianni Paris

Se due partiti come i Democratici di Sinistra e la Margherita decidono dimettersi in discussione e di dar vita ad una fase costituente, utile alla nascita di un nuovo soggetto politico, questo avviene, tra l’altro, per raggiungere l’ambizioso obiettivo di mettere a disposizione della società uno strumento più adeguato del precedente a dare risposte qualificate alle nuove sfide che il progresso ci impone.

Se non fosse così avrebbero ragione coloro che giudicano non conveniente il percorso intrapreso, denso di rischi e risolutivo di una identità faticosamente consolidata nel percorso di allontanamento dal partito comunista.

Io sono convinto, invece, che del partito democratico ci sia veramente bisogno e che questo bisogno è percepito dall’opinione pubblica molto di più di quanto sia oggi patrimonio dell’elaborazione politica. Questa consapevolezza diffusa è animata da una impellente necessità di mettere mano velocemente a quello che comunemente chiamiamo “sistema Paese” ed avviare così una modernizzazione dell’Italia che gli permetta di recuperare gli enormi ritardi accumulati negli ultimi anni.

In principal modo si tratta di colmare quella distanza che separa l’azione delle istituzioni dalla società e ricreare le condizioni affinché si torni a guardare con ottimismo verso il destino economico e democratico del Paese. ......prosegue leggi l'articolo pubblicato sul periodico telematico Caffè Democratico

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Non nominare il nome di Dio invano!

di Daniela Gentili

Pezzotta (portavoce del Family Day) dichiara: “il Partito democratico? Non c'è posto per noi cattolici”.

Sicuro signor Pezzotta?

Quello che forse non si è compreso è che il Partito Democratico parte da presupposti diversi. Il Pd è tale e nasce in quanto propone un approccio ed una visione opposti alle logiche di parte e rigetta le strumentalizzazioni atte ad allocare appartenenze sociali, di cultura o di fede, dentro o fuori da esso. Il Pd è, dovrà essere, il partito di tutti, il partito delle persone, degli individui in carne e ossa. Un cittadino inteso a 360°, che vede prendere forma, nel suo partito, la pluralità dell’individuo ed il pluralismo della collettività.

Il Pd è un partito laico. Ma laicità è rispetto e considerazione di tutti.

Laicità è battersi per i diritti di tutti. Dei conviventi e dei single che non si riconoscono nella scelta del matrimonio, ma anche delle famiglie, degli operai e del ceto medio, dell’industria e della produzione culturale. Laicità è rappresentare tutti quei diritti che la Costituzione sancisce e che il buon senso e il civismo reclamano. Laicità è affermare tutti quei bisogni, spirituali e materiali, che danno senso alla vita e ne migliorano la qualità. Laicità è garantire la libertà di esprimersi, di professare il proprio credo religioso, di affermare le proprie istanze sociali e individuali.

Per questo il Pd può essere il partito di tutti. Nessuno escluso.

Insomma si parla di equità. Non trova, signor Pezzotta?

Si parla di non prevaricazione, si parla di quello che proprio (noi) cattolici, credenti, da duemila anni predichiamo: ......prosegue leggi l'articolo completo

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Italia: patria dell’eleganza, ma non in tutto.

di Daniela Gentili

Svolgendo attività politica e vedendo la tv, come qualsiasi altro cittadino, alcuni quesiti mi sono venuti spontanei, anzi si sono imposti.

Qual’è l’immagine che la politica comunica di sé?

Aggressiva, spesso arrogante, volgare. Raramente propositiva, sempre in contraddittorio con l’avversario o meglio il nemico. Un nemico da offendere, intellettualmente, personalmente, senza inibizioni, senza pudori, senza buon gusto. La comunicazione non si fonda sulla diffusione di contenuti, sulla promozione di idee, sull’illustrazione di analisi e soluzioni, ma sul contraddittorio. Sulla negazione dell’altro, non perché diverso o portatore di idee, bisogni interessi opposti -già sarebbe un motivo- ma semplicemente perché è l’altro.

Qual'è la storia della cultura, della comunicazione italiana?

Eleganza, classe. Lo stile ammirato ed imitato in tutto il mondo ed in tutte le epoche. Manifestato, comunicato, in tutte le espressioni e nei secoli. Dall’architettura alla letteratura, dalla poesia alle azioni degli eroi, dei gentiluomini e gentildonne di ieri e di oggi.

Noi, popolo italiano, siamo cresciuti leggendo il Manzoni, abbiamo a mente i versi di Dante......prosegue leggi l'articolo completo

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Democratici? Una figata!

"BEING A DEMOCRAT IS GROOVY"
Uno dei limiti alla partecipazione è la rara piacevolezza
di Emanuele Faina

Ora che il Partito Democratico sta per diventare realtà si alza un coro che intona “non posso morire democristiano”al quale risponde il contro canto “non voglio morire comunista”.
Io, a prescindere dal fatto che non vorrei morire proprio per niente, ritengo oziose e prive di senso affermazioni di questo tipo.
Sì perché, data per assunta l’impraticabilità della mia pretesa d’immortalità, mi sono chiesto spesso non tanto come “non vorrei morire” ma, piuttosto, come voglio vivere.
Ho scoperto quindi di essere aristotelico, almeno nel senso che dà Aristotele definendo l’essere umano: “l’uomo è un animale sociale”. Forte! Mi piace essere sociale! Magari sarà anche vero che duemilatrecento anni ci dividono dal grande filosofo, ma la definizione mi pare, oggi, più appropriata che mai.
Certo, i greci vivevano in un mondo tutt’altro che globalizzato, dove il sapere e la conoscenza venivano trasmessi in ristrette cerchie d’iniziati anziché attraverso la rete informatica, ma non mi pare che le esigenze di comunità e coesione sociale si siano granché modificate.
E allora, visto che sono un aristotelico del terzo millennio, sfrutto le possibilità che il mio tempo dà: ho fatto un giretto su internet e ho scoperto un sacco di cose interessanti che mi hanno fatto riflettere.
Ho fatto una ricerca sui siti dei Democratici USA, non tanto per mutuare o, peggio ancora, copiare idee, ma per pura e semplice curiosità. Per esempio il fatto che oltreoceano l’attività politica dei partiti a livello locale è attivissima per tutto il periodo dell’anno, al contrario che da noi dove, troppo spesso, gli incontri e gli eventi territoriali sono limitati agli appuntamenti elettorali.
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Lettera aperta ad un conduttore della sera

Sono mesi che la tv si occupa della nascita del Partito democratico, ospitando negli studi uomini politici della Margherita e dei Ds, rappresentanti di altri partiti, esperti, estensori del noto “Manifesto”. Addetti ai lavori, insomma. O addetti alla politica, se si preferisce.
In tutti gli interventi aleggia sempre un convitato di pietra: la gente comune. Alcuni la definiscono “la società civile”, per altri è “il popolo delle primarie”, in qualche intervento si preferisce dire “quelli che non si riconoscono nei Ds e nei Dl”, ma la sostanza non cambia. Negli interventi e nelle domande dei giornalisti si ripete che la nascita del nuovo soggetto “non deve essere una fusione a freddo tra i due maggiori partiti di governo”.
I massimi dirigenti dell’Ulivo, da Fassino a Prodi, hanno sancito che il percorso che porta alla costruzione del Partito democratico si fonda su due principi basilari: da una parte le primarie come metodo per la selezione dei candidati alle elezioni e dall’altra “una testa un voto”. Questo vuol dire che chiunque, e non solo gli iscritti ai due partiti, potranno partecipare a questo grande processo democratico.
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Referendum: buona l'idea, sbagliati i mezzi

di Francesco Bracci

È auspicabile che la legge elettorale venga decisa per referendum? Nulla da ridire in linea di principio, e anche molti avversari del referendum riconosceranno ai promotori il merito di agire da pungolo nei confronti del parlamento, mai più apatico di quando deve decidere di se stesso; ma se si entra nel merito, più di un dubbio è legittimo sui suoi effetti.

Le intenzioni di Guzzetta e di coloro che lo appoggiano sono senz’altro condivisibili: si tratta della semplificazione del sistema politico mediante una legge elettorale che spinga in senso maggioritario. Il principale scopo del referendum è l’abolizione del concetto di coalizione, in seguito alla quale il premio di maggioranza andrebbe direttamente al partito che ha preso più voti. Un primo dubbio, avanzato da molti, è che la spinta in senso maggioritario non avrebbe luogo, e il referendum verrebbe aggirato con un semplice stratagemma: i partiti alleati si presenterebbero con una lista unica per poi dividersi in vari gruppi in parlamento dopo aver conseguito il premio di maggioranza; in tal modo l’unico effetto del referendum sarebbe quello di rendere la scelta dei parlamentari ancora meno controllabile da parte dei cittadini di quanto già non sia.......prosegue leggi l'articolo completo

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Economia dalla crisi alla sviluppo

di Corrado Belmonte

La vittoria di misura dell’unione alle elezioni richiedeva da parte della coalizione uno sforzo in avanti per ottenere crescita e stabilità.

L’Italia, per cause imputabili alla congiuntura ed alla concorrenza internazionale correlata ad una bassa produttività, usciva da un quinquennio in cui l’economia aveva avuto una crescita troppo bassa. Le istituzioni finanziarie avevano visto l’Italia arretrare anno dopo anno in termini di competitività. Occorreva uno scatto in avanti che fosse sostenuto dagli altri paesi europei.

Prodi, per il ruolo internazionale avuto nella Commissione e Padoa Schioppa per il proprio ruolo all’interno della Banca Centrale Europea, risultavano essere gli uomini giusti al posto giusto. Occorreva fare una scelta strategica: o dentro Maastricht o fuori dal mondo. Ogni scelta ha però un prezzo da pagare: l’aumento della pressione fiscale.

Occorreva trovare le risorse, occorreva trovare i fondi per fare innovazione. Padoa Schioppa li ha trovati. Con due finanziarie: luglio 2006 e dicembre 2007 il Governo in un anno ha riformato il sistema fiscale, non annullando quanto era stato fatto in passato. Tra l’8 e il 9 giugno sui giornali è apparsa la dichiarazione di Padoa Schioppa di una diminuzione delle aliquote imposte per aumentare la trasparenza ed il controllo delle voci di spesa dell’amministrazione pubblica. L’accumulo di risorse, prevede ora la possibilità di creare sviluppo e occupazione. Tuttavia l’aumento della pressione fiscale potrebbe costituire un vincolo per la crescita: il vero obiettivo della politica fiscale dell’unione.

In questo senso, le dichiarazioni del segretario ds Piero Fassino sono inequivocabili: “Quando importanti categorie economiche, che impiegano migliaia di operatori e lavoratori, manifestano un disagio, è dovere di chi ha responsabilità politiche e istituzionali ascoltarli”.
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Le cose da fare subito

di Corrado Belmonte

Il colpo che l’Unione ha subito nel nord del paese, in occasione delle ultime elezioni amministrative, nasce da una pressione fiscale eccessiva e da una legislazione innovata dalla finanziaria 2007 troppo complessa.

Occorre riflettere su quello che si può fare per risolvere la situazione.

Innanzitutto il tesoretto, i sette miliardi di euro in più e/o altre successive entrate che già si prefigurano, grazie alla rigorosa politica di recupero avviata dal Governo, contraddistinta dalla lotta all’evasione e dal riequilibro fiscale. Cosa farne?

Invece che distribuire le nuove risorse in modo statistico verso le famiglie più disagiate che non otterrebbero una somma significativa, l’alternativa potrebbe essere di porre in essere un intervento a favore delle imprese e dei cittadini rendendo deducibili fiscalmente gli interessi passivi derivanti da mutui e contratti finanziari al 100%......prosegue leggi l'articolo completo

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Riforma delle pensioni. A che punto siamo?

di Alberto Simone

Mancano pochi giorni all’entrata in vigore della riforma del tfr, ecco una sintetica guida utile a quei lavoratori che non hanno ancora scelto.

TFR o Pensione Integrativa?

È questa la fondamentale domanda che ogni lavoratore dipendente deve farsi nei pochi giorni che ha ancora a disposizione per decidere. Se non si pone questa domanda, se non assume alcuna decisione è la legge che decide al suo posto sul destino del tfr maturando ossia quello, cioè, cui ha diritto a partire dal 1° gennaio 2007, ossia dal momento dell'assunzione se successiva alla predetta data.

Questa regola vale per tutti i lavoratori dipendenti, sia che appartengano ad aziende con meno di 49 dipendenti che a imprese con più addetti.

Come scegliere

E’ bene chiarire i termini della scelta, il lavoratore può optare tra tfr o pensione integrativa. E' poi importante per i lavoratori considerare le modalità con cui una, e una sola, delle predette scelta può essere presa e manifestata.

La legge ha stabilito una particolare procedura che conduce a risultati che sono talvolta definitivi e immutabili. Inoltre, i risultati sono conseguiti anche in assenza di un'espressa manifestazione di scelta da parte dei lavoratori. Questi due aspetti rendono l’importanza della decisione.

Le modalità con cui è possibile effettuare la scelta sono due:
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Gli schiavi della porta accanto. Non è storia, è presente, Non è altrove è sotto casa

di Daniela Gentili

Le ragazze di Benin City “la tratta delle nuove schiave dalla Nigeria ai marciapiedi d’Italia”

Partire, lasciare la propria casa, gli affetti, con un solo bagaglio: il dolore della separazione da una terra tanto amata e tanto devastata. La promessa, il miraggio di un lavoro presso un supermercato europeo, offerto da eleganti personaggi, contattati tramite agenzie di viaggio o pubblici uffici, nella ricerca di un futuro. Vitto, alloggio e l’opportunità di sostenere i cari, ai quali la speculazione petrolifera non ha lasciato neanche la possibilità di coltivare le terre, le terre nigeriane, ormai troppo inquinate.

Arrivare, senza conoscere la lingua, la destinazione. Sentire freddo, avere paura. Essere picchiate. Perdere la verginità con la violenza. Essere vendute. Diventare merce. Una merce che vale in media 60.000 euro. Il riscatto che ragazze, spesso minorenni, private dell’identità, dovranno pagare ai loro padroni per poter vivere. Quello che Dio gli aveva donato, quello che pensavano fosse l’unica cosa in loro possesso: la vita, che non è più loro. Appartiene ad altri. Una vita che comunque non potrà più essere definita tale.

Non c’è via d’uscita. La speranza di un miracolo. Un miracolo che non si realizza quando incontrano le volanti della polizia, che non si realizza .......prosegue leggi l'articolo completo

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L'angolo dello psicologo: ragione e sentimento in politica

di Giovanni De Lucia

Nella vicenda politica italiana di questi giorni…ci vorrebbe uno psicologo.

Forse si.

La psicologia, soprattutto quella che studia la personalità umana, ha dimestichezza col conflitto fra mente e cuore, fra ragione ed emozione, pertanto ha qualcosa da dire nella vicenda politica dell’Italia d’oggi.

La ragione consente di comprendere le parti in gioco in un sistema, e cercare le sintesi per farlo funzionare mentre lo indirizza verso obiettivi oggettivamente utili.

Le convinzioni, e le passioni a loro connesse, sostengono invece, di fatto, le “verità” di parte.

Servono sia la prima sia le altre, ma la scena politica italiana sembra interamente dominata dalle convinzioni e dai sentimenti. Stiamo ovviamente parlando di cuore e valori in piena buonafede, per la malafede e per l’opportunismo che in politica sono, altrettanto di fatto, presenti un po’ ovunque, occorrono considerazioni apposite.......prosegue leggi l'articolo completo

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Giù le mani da Roma Uno

È questo il richiamo di MODEM, l’associazione che raccoglie centinaia di professionisti della comunicazione e dello spettacolo. All’indomani dell’approvazione unanime della mozione Cirinnà-D’Avach per sollecitare “impegni precisi sui 20 posti di lavoro a rischio e sul cambiamento della linea editoriale della testata giornalistica televisiva della Capitale”.

Romauno è ormai diventata un vero e proprio corredo della vita democratica e civile della citta’, che non merita lo smembramento paventato in questi giorni a causa del recente ingresso di un nuovo socio.......prosegue leggi l'articolo completo

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Trent'anni di Estate Romana

di Emanuele Faina

Il 25 agosto del 1977 nasceva, per iniziativa di Renato Nicolini, allora Assessore alla Cultura del Comune di Roma nella giunta di Giulio Carlo Argan, l’Estate Romana.

Oggi, a trent’anni di distanza, l’Estate Romana è diventata una roccaforte degli Eventi Culturali a livello nazionale. Certo, i tempi sono fortunatamente cambiati, non siamo più negli anni di piombo e se, all’epoca, l’iniziativa nasceva anche dall’esigenza di riportare la gente in piazza restituendole il piacere di stare insieme al di là della paura e dell’incertezza, oggi l’appuntamento dell’Estate Romana è sempre più atteso per motivi culturali e sociali di assoluta eccellenza.

Ma in fondo in fondo l’Estate Romana è una Manifestazione per i romani e per chi ama Roma e la viene a visitare o ha scelto di viverci. Perché più di tutto, oltre le disquisizioni storiche, sociologiche e politiche, l’Estate Romana è un modo di riappropriarsi degli spazi pubblici......prosegue leggi l'articolo completo

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Emergenza rifiuti: un nuovo stile di vita

di Luca Borreale

Dall'emergenza Campania alla chiusura della discarica di Roma-Malagrotta

Le particolari condizioni della emergenza rifiuti in Campania, dove un commissariamento lungo 13 anni non ha portato a nessun risultato tangibile e dove la malavita organizzata ha giocato tutte le sue carte per mantenere in stallo una lucrosa situazione, potrebbero portare a considerare il problema come esclusivo di quella regione. Inutile dire che così non è.

Il 31 dicembre del 2007 infatti chiuderà la discarica di Malagrotta, una delle più grandi d’Europa, ed in conseguenza di questa chiusura ben 4.500 tonnellate al giorno di rifiuti prodotti dalla città di Roma dovranno trovare una nuova collocazione. Una gestione sbagliata di questa situazione potrebbe velocemente portare alle condizioni già viste in Campania.

Ma la questione rifiuti, oltre a toccare da vicino la Capitale, è un problema a livello globale. E’ una partita in cui tutti hanno ruolo: la politica, il mondo industriale, il cittadino-consumatore. L’obiettivo finale è quello della sostenibilità e, specialmente su questo problema, tutti possono e devono fare la loro parte......prosegue leggi l'articolo completo

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L'uovo oggi o la gallina domani?

di Luca Borreale

Il ruolo delle amministrazioni pubbliche nella sostenibilità ambientale.
Il Municipio Roma XV ed i suoi cittadini in prima linea per Kyoto


Molto spesso parlando di risparmio energetico, sostenibilità e difesa dell’ambiente si ha la netta sensazione che i fatti, quelli veri e tangibili, siano decisamente inferiori rispetto alle parole dette ed ascoltate. Questo accade a volte per la mancanza di volontà o di coraggio decisionale, molto spesso per una effettiva assenza di fondi, altre volte per mancata tempestività, ancora più spesso dalla scelta nella definizione dei budget più populista, ma certamente meno civica, dell’uovo oggi rispetto alla gallina domani. Per questo è importante mettere in evidenzia il lavoro svolto dalle amministrazioni che si adoperano in questo campo, supportando le scarse risorse di bilancio con buona volontà, capacità di andare oltre l’oggi e spirito di iniziativa.

Il ruolo delle amministrazioni pubbliche nella difesa e nella sostenibilità ambientale è fondamentale. Infatti mentre il singolo cittadino spesso può intervenire esclusivamente sulle proprie abitudini (riduzione sprechi-consumi e raccolta differenziata), una amministrazione capace può incanalare le risorse e gli sforzi di molti per ottenere grandissimi risultati.

Sul territorio nazionale una delle amministrazioni più efficacemente intraprendenti in campo ambientale è il Municipio XV di Roma. Tanto da essere diventato una realtà pilota a livello europeo......prosegue leggi l'articolo completo

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Ambiente: non basta dire solo NO!

di Luca Borreale

Gli storici della tecnologia sono soliti classificare l’età moderna a partire dalla prima rivoluzione industriale basata sull’introduzione dell’utilizzo del carbone e delle macchine a vapore. In questo senso, l’introduzione dell’energia elettrica e del petrolio come combustile dei motori a scoppio costituisce la seconda rivoluzione industriale. L’invenzione del computer e delle tecnologie di comunicazione rappresenta invece la terza rivoluzione industriale che è il periodo di tempo che stiamo vivendo. La possibilità di condividere le informazioni data da internet rappresenta un unicum nella storia dell’uomo che non ha precedenti. Internet è di fatto la “città virtuale del mondo” con i suoi quartieri, le sue strade, malfamate o benestanti, i suoi abitanti ecc. Eppure, a ben vedere, una quarta rivoluzione industriale è in arrivo. L’applicazione di complesse teorie fisiche tra cui la teoria quantistica ha permesso all’uomo di raggiungere dimensioni così piccole da consentirgli di rivoluzionare la materia creando forme o stati della materia esistenti solo in laboratorio. Tale tecnologia prende il nome dalle sue dimensioni: nanotecnologie ovvero la possibilità dell’uomo di rivoluzionare la natura. L’applicazione delle nanotecnologie è infinita abbraccia tutti i campi e tutti i settori della scienza, nessuno escluso. Il campo della medicina ne sarà totalmente rivoluzionato. Le medicine prodotte in laboratorio contengono micro quantità di principi attivi contro questa o quella patologia. Le nano medicine raggiungeranno la parte lesa dalla patologia e la ripareranno. Nel caso dei tumori, le nanotecnologie ......prosegue leggi l'articolo completo

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La quarta rivoluzione industriale

di Corrado Belmonte

Gli storici della tecnologia sono soliti classificare l’età moderna a partire dalla prima rivoluzione industriale basata sull’introduzione dell’utilizzo del carbone e delle macchine a vapore. In questo senso, l’introduzione dell’energia elettrica e del petrolio come combustile dei motori a scoppio costituisce la seconda rivoluzione industriale. L’invenzione del computer e delle tecnologie di comunicazione rappresenta invece la terza rivoluzione industriale che è il periodo di tempo che stiamo vivendo. La possibilità di condividere le informazioni data da internet rappresenta un unicum nella storia dell’uomo che non ha precedenti. Internet è di fatto la “città virtuale del mondo” con i suoi quartieri, le sue strade, malfamate o benestanti, i suoi abitanti ecc. Eppure, a ben vedere, una quarta rivoluzione industriale è in arrivo. L’applicazione di complesse teorie fisiche tra cui la teoria quantistica ha permesso all’uomo di raggiungere dimensioni così piccole da consentirgli di rivoluzionare la materia creando forme o stati della materia esistenti solo in laboratorio. Tale tecnologia prende il nome dalle sue dimensioni: nanotecnologie ovvero la possibilità dell’uomo di rivoluzionare la natura. L’applicazione delle nanotecnologie è infinita abbraccia tutti i campi e tutti i settori della scienza, nessuno escluso. Il campo della medicina ne sarà totalmente rivoluzionato. Le medicine prodotte in laboratorio contengono micro quantità di principi attivi contro questa o quella patologia. Le nano medicine raggiungeranno la parte lesa dalla patologia e la ripareranno. Nel caso dei tumori, le nanotecnologie ......prosegue leggi l'articolo completo

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Il lato oscuro dell'universo

di Corrado Belmonte

La Nasa ha messo on line le foto di una scoperta sensazionale nel mondo della fisica moderna: l’esistenza della materia oscura: ovvero di quella massa mancante che viene percepita dagli strumenti, ma non si vede. Per comprendere la grandezza di questa scoperta si deve fare una salto indietro nel tempo. La teoria della relatività di Einstein rappresenta la pietra angolare della fisica moderna. Di fatto, quella della relatività è la teoria scientifica che ha subito più controlli e verifiche e le cui previsioni sono state sempre verificate. Secondo questa teoria il tempo può essere considerato una misura dello spazio: ovvero un secondo è lo spazio percorso dalla luce in questa unità di tempo. Ragionando in questi termini lo spazio ed il tempo diventano un’unica dimensione per cui le grandezze di velocità ed accelerazione non dipendono più da fenomeni fisici, ma dal punto di vista e dalla velocità di moto dell’osservatore. La percezione delle cose è dunque relativa al moto proprio e delle cose osservate. Il moto delle cose dipende, come aveva scritto Sir Isaac Newton, dalla propria massa che altro non è che uno stato d’energia. Si spiega in questo modo la famosa frase che Einstein disse: “nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”. La fisica moderna. ......prosegue leggi l'articolo completo

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sabato 30 giugno 2007

L'eros e noi

di Corrado Belmonte

Le azioni degli uomini, insegnava Freud, non sono mai casuali, ma possono dipendere in talune circostanze da impulsi di emozioni celate che spesso si rivelano molto più in grado di influenzare il comportamento umano di quanto possa la logica della ragione.

L’uomo di per se stesso non è nato per stare da solo. Nasce da una donna e la donna rappresenta, anche nelle culture antiche, l’altro con cui confrontarsi, con cui stabilire una relazione. L’eros è uno dei sentimenti più nobili dell’uomo e può trasformarsi in una forma di comunicazione.

La cultura moderna ha reso l’eros una sorta di consumo per cui l’emozione non va provata, ma va consumata in un gesto. Gli antichi greci, che erano filosofi, sapevano che la vita di un uomo attraversa vari stati d’animo.

Conoscerli e controllarli costituiva l’antica sapienza greca. La cultura religiosa al contrario o ha esaltato l’eros fino a farne uno strumento inebriante la volontà umana o l’ha assimilato alla fonte di ogni male: il peccato.

Papa Benedetto XVI ha chiarito nella sua prima enciclica come la chiesa non consideri affatto l’eros, o l’atto sessuale, una forma di peccato poiché fa parte della natura umana.

Il peccato, nella concezione cattolica, è lo scopo di voler usare una persona come se fosse un oggetto negandole de facto la propria dignità e la possibilità di relazionarsi con la persona con cui si trova ad interagire. E’ questa la vera legge del de-siderio dal latino: de sidera che significa lontano da ciò che c’è di più nobile.

I greci consideravano l’eros inferiore solo all’agapè: la forma di amore perfetto
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Fascisti su Marte

di Corrado Belmonte

Piccolo grande capolavoro della cinematografia italiana firmato Corrado Guzzanti. La storia di per sé non vuole essere una critica al fascismo, ma si rivela, nella sua originalità, specchio fedele dell’italianità che Guzzanti spiega in chiave umoristica. Lo fa attraverso il gerarca Gaetano Maria Barbagli dai grandi sogni, perennemente al colloquio con il Duce, sua unica fonte d’ispirazione. La burla del messianesimo che troppi abbagli ha fatto prendere al nostro popolo. Nel colloquiare con la “Madonna del manganello”, il comico mostra quanto opportunistico sia l’utilizzo della religione da parte della politica e viceversa.

Il Guzzanti mette a nudo così l’italianità dalla costituzione ai giorni nostri mostrando in modo esilarante i pregi ed i difetti del popolo di sognatori santi e navigatori, ma non ancora pronti per conoscere i grandi misteri dell’universo.

La morale il senso e le ragioni di un film geniale sta nella frase che del narratore: “in Italia il problema non è mai stato quello di sapere la verità, ma che una volta saputola nessuno fa niente”.

Fotografa e confronta i tempi, i gesti ed i modi di vivere degli italiani in diverse epoche. Ne confronta la propaganda, le promesse, i sogni e le speranze.

Marte è una fede dice uno dei camerati nel film. Come l’Italia, sostiene in fondo Guzzanti ......prosegue leggi l'articolo completo

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venerdì 1 giugno 2007

TFR o pensione integrativa?

di Alberto Simone

Mancano pochi giorni all’entrata in vigore della riforma del tfr, ecco una sintetica guida utile a quei lavoratori che non hanno ancora scelto.

TFR o Pensione Integrativa?

È questa la fondamentale domanda che ogni lavoratore dipendente deve farsi nei pochi giorni che ha ancora a disposizione per decidere. Se non si pone questa domanda, se non assume alcuna decisione è la legge che decide al suo posto sul destino del tfr maturando ossia quello, cioè, cui ha diritto a partire dal 1° gennaio 2007, ossia dal momento dell'assunzione se successiva alla predetta data.

Questa regola vale per tutti i lavoratori dipendenti, sia che appartengano ad aziende con meno di 49 dipendenti che a imprese con più addetti.

Come scegliere

E’ bene chiarire i termini della scelta, il lavoratore può optare tra tfr o pensione integrativa. E' poi importante per i lavoratori considerare le modalità con cui una, e una sola, delle predette scelta può essere presa e manifestata.

La legge ha stabilito una particolare procedura che conduce a risultati che sono talvolta definitivi e immutabili. Inoltre, i risultati sono conseguiti anche in assenza di un'espressa manifestazione di scelta da parte dei lavoratori. Questi due aspetti rendono l’importanza della decisione.

Le modalità con cui è possibile effettuare la scelta sono due:
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domenica 27 maggio 2007

Al cuor non si comanda. Nuova rete di pronto intervento in farmacia

di Vittorio Gualtieri

Quando il cuore, il motore della nostra vita, smette di funzionare regolarmente, l’unica arma vincente è la tempestività.
I farmacisti raccolgono ogni giorno le confidenze di persone che all’improvviso e senza mai aver avuto alcun chiaro sintomo, sono dovuti correre al pronto soccorso per complicazioni al cuore.
In alcuni casi salvati dall’immediato aiuto di familiari, amici o passanti che hanno saputo riconoscere l’origine del problema ed allertare con rapidità i soccorsi. In altri casi per la celerità dell’ambulanza impegnata a districarsi nel traffico e comunque, come in tutti i casi, affidati alla fortuna di poter arrivare in tempo in ospedale per poter essere soccorsi e scampare ad una prematura dipartita.
Non occorre guardare le statistiche per sapere quanto sia probabile subire un infarto e a qualsiasi età.
Colpa dello stress? Della vita sregolata e dell’alimentazione sbagliata?
Sicuramente una buona prevenzione aiuta e piccoli accorgimenti che dovrebbero far parte della nostra vita quotidiana certamente tornano utili per combattere questa terribile eventualità.
Ma siamo sicuri possa bastare?
Alcune volte i problemi cardiaci derivano da predisposizioni genetiche ereditarie e a questo proposito tanto può essere detto. Perciò in questo caso e anche per chi non rinuncia ad una vita senza regole, deve esserci un aiuto concreto, una mano che si allunga istantaneamente per rialzare il malcapitato.
Che male c’è a voler donare un’altra possibilità? La vita è un diritto inalienabile ed è nostro dovere garantirla. Se non la pensassi così dovrei cambiare professione.
E quindi eccomi qui ad illustrare un nuovo progetto che proprio recentemente è stato presentato a Roma in Campidoglio e che vede impegnati congiuntamente FEDERFARMA e ARES 118.......prosegue leggi l'articolo completo

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venerdì 18 maggio 2007

DICO. Chi ha ragione?

di Corrado Belmonte

In questi giorni si assiste ad un confronto aspro su una delle leggi più controverse in materia del diritto di famiglia: i dico, perché, se introdotti, cambierebbero il diritto vigente in materia.

In pochi sono tecnicamente in grado di valutare la legge sulle convivenze civili. Il difficile sta nel comprendere le conseguenze di questa legge.

Che il legislatore italiano sia chiamato ad intervenire in merito è sicuro, vista la portata della legge ed il fatto che l’esistenza di un vuoto normativo in merito, è riconosciuta da ambedue gli schieramenti laici e cattolici.

Mentre la sinistra democratica preme per il pieno riconoscimento dei Dico e spinge per la piena omologazione fra coppie di fatto e matrimonio, la chiesa cattolica, in modo inequivocabile, manifesta la propria assoluta contrarietà. ......prosegue leggi l'articolo completo

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giovedì 17 maggio 2007

Morti bianche? No grazie!.

di Stefano Galante
La significativa e rilevante attenzione rivolta dalle più alte cariche dello Stato riguardo il tema della tutela dei lavoratori e, al contempo, l’acuirsi degli infortuni e dei decessi per causa lavorativa in questi primi mesi dell’anno (pari al +35% circa rispetto al 2006), hanno portato ad una marcata risonanza da parte dei media, sul problema della mancata prevenzione sui posti di lavoro.

Alzare l’attenzione e richiamare al dramma quotidiano, delle morti bianche, rappresenta senza dubbio un importante apporto alla sensibilizzazione diffusa sul problema e all’aumento di una consapevolezza collettiva delle dimensioni inaccettabili del fenomeno. Ma se sul piano dell’opinione pubblica tutto questo può trovare una sua adeguata e necessaria collocazione, sul livello del merito – a partire dagli attori principali – il richiamo ad analisi puntuali, a riflessioni contestualizzate e costanti, deve seguire un atteggiamento ed un’azione dovuta
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lunedì 14 maggio 2007

Questione energetica e democrazia

di Andrea Secci

Se è vero che esiste uno stretto rapporto tra sviluppo della civiltà e consumo di energia è altrettanto vero che la civiltà contemporanea si trova ad un bivio cruciale.
Con lo sviluppo portentoso dei BRIC (Brasile, Russia, India, Cina), il consumo di energia è cresciuto in maniera esponenziale. Questo sommato alla politica energetica dei vecchi paesi industrializzati (USA in primis), sta avendo un impatto devastante sul clima terrestre.
L’immediata conseguenza è l’aumento della temperatura media globale a causa del cosiddetto “effetto serra” (cappa di CO2, anidride carbonica, sospesa nell’atmosfera che si incrementa di anno in anno).
Infatti, fino ad oggi, l’energia è stata prodotta in larghissima maggioranza da fonti finite (idrocarburi), la cui combustione emette CO2. Le riserve di idrocarburi, inoltre, sono concentrate in luoghi lontani dal consumo energetico finale ed in aree politicamente instabili, determinando quei costi logistici e militari sotto gli occhi di tutti.
Oggi, queste fonti fossili sono sempre più costose, di qualità sempre più scadente, sempre più difficili da estrarre e, secondo molte pubblicazioni, potrebbero esaurirsi in pochi decenni.
.......prosegue leggi l'articolo pubblicato sul periodico telematico Caffè Democratico

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Sotto le bandiere del riformismo, per immaginare il futuro

di Andrea Secci

Come ha ben sottolineato, sul Sole 24 Ore, lo storico Valerio Castronuovo, la cultura riformista è stata a lungo assente dalla vita politica italiana, sostituita di volta in volta dalle riforme di struttura (PCI), dalla programmazione statuale del progetto 80 (sinistra PSI), dal solidarismo delle coscienze individuali accompagnato da un intervento pubblico assistenzial–clientelare (DC), il tutto mescolato ad un protezionismo corporativo tutelato da una certa politica sindacale.
Altri tempi, altri contesti internazionali, altra divisione internazionale del lavoro.
Non c’è dubbio. Il problema è l’eredità che pesa sulle spalle di tutti noi contribuenti attuali:
-un debito pubblico altissimo (107% del pil), che impedisce di fatto manovre pubbliche di un certo peso, con un onere annuo oscillante tra i 70 e gli 80 miliardi di interessi;
-il ritardo di investimenti nelle infrastrutture essenziali per la competitività del paese (rete energetica, stradale, ferroviaria, sistema portuale, trasporto locale metropolitano);
.......prosegue leggi l'articolo pubblicato sul periodico telematico Caffè Democratico

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Il coraggio della Libertà

di Corrado Belmonte

“Fermati Piero, fermati adesso, lascia che il vento ti passi un po’ addosso, dei morti in battaglia ti porti la voce, di chi diede la vita ed in cambio ebbe una croce.”
Il 25 aprile 2007 non è soltanto la data dell’anniversario della liberazione dal nazifascismo. Quest’anno, lo si può affermare, il 25 aprile segna la data della nascita del partito democratico. Il 26 aprile, all’indomani della stessa data, segnava la vittoria alle elezioni dell’ulivo nel 1996. Era il primo governo Prodi, la prima grande vittoria del centrosinistra contro il progetto politico delle destre.
In molti discutono sulla storia del partito democratico e riflettono sul passato delle varie formazioni politiche che lo compongono o che si aggregheranno. La storia di questo nuovo partito nasce all’alba del 1943 quando i giovani ragazzi di una generazione si unirono costituendo i comitati di liberazione nazionale, si unirono per l’Italia regalandoci il futuro. Nella storia recente dei vecchi partiti, con i loro gruppi e sottoinsiemi, i grandi assenti dalla politica erano quei giovani eroi che scelsero di dare la propria vita per noi. Ebbero in cambio la morte, ma la loro lezione morale rimane scritta nella storia dell’Europa. Giovani che si unirono alle brigate Garibaldi, ai comitati civici, che costituirono il partito d’azione. Giovani liberali, cattolici, comunisti, anche monarchici, ma antifascisti, uniti dal desiderio di libertà.......prosegue leggi l'articolo pubblicato sul periodico telematico Caffè Democratico

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Rock e Lento

di Pino Nazio
La partecipazione è Rock
Il verticismo è Lento
Rutelli è Rock
Casini che fa l’ironico è Lento
Le liberalizzazioni sono Rock
Il liberismo è Lento
Il Partito delle libertà è Lentissimo
I valori sono Rock
Il pantheon è Lento
Fare il Partito Democratico è Rock
Dire “anche noi dobbiamo fare…” è Lento
Le primarie sono Rock
Il partito-azienda è Lento
Una testa un voto è Rock
Un voto senza testa è Lento
Anna Finocchiaro è Rock
......prosegue leggi l'articolo pubblicato sul periodico telematico Caffè Democratico

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martedì 24 aprile 2007

La Storia è stata scritta! Con un "Voi" che diventa "noi"

di Daniela Gentili

Non è un caso che sia Cristina, 23 anni, ad aprire il IV Congresso Nazionale dei Democratici di Sinistra. La scelta è stata fatta per lei, prima di tutto e soprattutto per lei e per la generazione che rappresenta. Per le generazioni che verranno. E anche Rutelli, dal contemporaneo Congresso della Margherita, dice
giovani fatevi avanti, conquistatelo questo partito, conquistate la politica di domani
. Riprendiamoci tutti il nostro futuro. E il domani stavolta è arrivato: è lunedì.
Infatti dal giorno dopo la conclusione dei congressi è iniziata la fase costituente.
Chi li ha vissuti in prima persona, nei territori, a livello cittadino o nazionale, li ricorderà per la vita. Lacrime e sangue, passioni e speranze. Un mix di timori e nuove determinazioni, dettate dalla ragione, con la forza dei valori di sempre e la pressione di quelli di oggi e di domani, che si confrontano, a volte si scontrano, poi si ritrovano ......prosegue leggi l'articolo pubblicato sul periodico telematico Caffè Democratico

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Quando la Francia sceglie

di Emanuele Faina

Qual è il riflesso in Italia di ciò che avviene in Europa? Le azioni del governo Zapatero o Merkel incidono o incideranno sul futuro di casa nostra? E se sì, in quale misura? C’è un rapporto diretto tra le elezioni francesi e la situazione politica nostrana?
Il dibattito esiste.
E forse, sotto sotto, ci piace credere che, se l’Europa influisce sull’Italia, per una sorta di auspicabile campanilistica proprietà transitiva, anche noi esportiamo a Eurolandia opinioni ed esempi operativi.
Questo, in Francia, è tempo di scelte. Si sceglie il prossimo Presidente che succederà a Chirac all’Eliseo. E i francesi vanno a votare in massa sfiorando la soglia del 85%.
Il primo turno ha visto un risultato in un certo senso atteso, ma non nelle proporzioni: Sarkozy al 31% ci poteva stare, la Royal al 25% in risalita, Bayrou......prosegue leggi l'articolo pubblicato sul periodico telematico Caffè Democratico

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giovedì 22 marzo 2007

Il Partito Democratico è e sarà l'espressione del sentire della gente

di Gianni Paris

Il partito Democratico non nasce in un giorno e per un’esigenza del momento ma è un percorso naturale che rappresenta la risposta più efficace e sensata alle grandi questioni che l’oggi presenta ed impone.
Il PD è e sarà l’espressione del sentire della gente, lo strumento adeguato per un riformismo coraggioso e forte. Sarà una casa comune: la casa delle grandi sfide e delle grandi risposte, la casa dei valori universali, la casa delle esperienze e delle identità che hanno contribuito ai cambiamenti portatori nella nostra storia di progresso economico e sociale.
Sarà la casa delle forze riformiste che avranno la capacità di trovare la loro sintesi partendo oggi più di ieri da obiettivi concreti, atterrando su risultati tangibili, necessari e urgenti. Non sarà immediato nella sua definizione, non sarà scontato nella sua costituzione ma sono maturati il coraggio e la lucidità di riformare prima di tutto noi stessi, come politici, per produrre programmi e fatti, per assumere le responsabilità dei processi che governano il paese ed acquisire una visione sistemica, imprescindibile rispetto alle questioni improrogabili e gravi che ci proponiamo di affrontare.
Il PD non è un sogno, non è un accordo verticistico, ma già oggi è una realtà che si sta sviluppando nei fatti prima ancora che negli atti......prosegue leggi l'articolo pubblicato sul numero 0 - Aprile 2007 del periodico Caffè Democratico

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Partito Democratico: senza "se" e senza "ma"

di Daniela Gentili

La generazione dei ventenni ritiene, probabilmente a ragione, di avere meno opportunità dei propri genitori. La mobilità sociale appare paralizzata. Anche i matrimoni in netto calo lo evidenziano.

I giovani hanno poca fiducia nel sistema partitico e nelle istituzioni. L'impegno politico attivo, secondo l’Istituto Iard (cooperativa di ricerca e formazione), coinvolge una piccolissima fetta di ragazzi - appena il 4% - ed il 23% dichiara di non interessarsi affatto di politica. Ben l’80% dei giovani dichiara di non aver fiducia nel futuro......prosegue leggi l'articolo pubblicato sul numero 0 - Aprile 2007 del periodico Caffè Democratico

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Comunica la politica?

di Pino Nazio

La finanziaria non ha avuto un buon impatto nel paese e politici di primo piano come Fassino e Prodi, ammettono candidamente che “c’è stato un problema di comunicazione”.
Certo l’ampiezza dei provvedimenti e l’impopolarità di alcuni interventi erano difficili da digerire.
Ma nulla, nella società della comunicazione, si presta a una sola lettura, a una sola interpretazione.
Comunicata bene la stessa assume un significato diverso.
E dopo l’autocritica del leader dei Ds e del presidente del Consiglio ci si sarebbe aspettati dei provvedimenti.
Cambiamento dei responsabili della comunicazione dei partiti del centrosinistra e del governo, un dibattito pubblico, con la partecipazione di esperti, ricercatori, giornalisti, alla caccia di possibili rimedi......prosegue leggi l'articolo pubblicato sul numero 0 - Aprile 2007 del periodico Caffè Democratico

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Verso il Partito Democratico, anzi contro.

di Pino Nazio

Ho assistito alla presentazione di una delle mozioni che al prossimo congresso dei Ds si batteranno affinché non si costituisca una unica formazione politica con la Margherita.
A Sostenere le ragioni del no alla nascita del Partito Democratico c’era il leader di quella corrente, il ministro dell’Università e della Ricerca, Fabio Mussi.
Contrari o dubbiosi alla costruzione del Pd ci sono anche nel partito di Rutelli, e tutti, a destra e a sinistra dei due partiti, alzano la bandiera dell’identità che verrebbe snaturata nel nuovo soggetto politico......prosegue leggi l'articolo pubblicato sul numero 0 - Aprile 2007 del periodico Caffè Democratico

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Partito Democratico: laboratorio Roma

di Cristiana Demi

Ed è a Roma che il PD ha mosso i primi passi sul terreno della concretezza.
Partiti, movimenti e associazioni si sono incontrati per annunciare la prima iniziativa congiunta: sabato 16 dicembre numerosi banchetti sulle piazze e le vie romane dove i cittadini hanno potuto informarsi sui contenuti della Legge Finanziaria 2007.
Intorno ad un tavolo per la prima volta la segreteria romana DS rappresentata dal Sen. Esterino Montino, il coordinamento romano della Margherita con l’On. Roberto Giachetti, le associazioni e i movimenti, in particolare......prosegue leggi l'articolo pubblicato sul numero 0 - Aprile 2007 del periodico Caffè Democratico

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Le radici antiche della libertà

di Corrado Belmonte

Nel 1995, dopo la caduta del governo Berlusconi, il Partito dei Democratici di Sinistra appoggiò il governo tecnico di Lamberto Dini. Fu in quel momento che gli eredi del PCI divennero forza di governo. E lo fecero mantenendo saldo il principio della difesa delle Istituzioni attraverso l’attuazione delle riforme. Stava in questo il senso di una scelta che si rivelò decisiva nella storia d’Italia. Massimo D’Alema fu il primo a capire che ci voleva qualcosa di nuovo per battere le destre, ma la sconfitta di Occhetto era il segnale che il paese non era pronto per una leadership di una sinistra post comunista. L’uomo giusto, D’Alema, lo individuò in Romano Prodi. Già allievo di Nino Andreatta e Sylos Labini, già Presidente dell’IRI. Prodi era espressione di quella parte cattolica più avanzata, di quel mondo dell’associazionismo da sempre estraneo alle logiche del PCI.....prosegue leggi l'articolo pubblicato sul numero 0 - Aprile 2007 del periodico Caffè Democratico

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La storia siamo noi!

di Daniela Gentili

E’ dura ammetterlo, ma troppo spesso, nell’arco della storia, la battaglia per il progresso sociale non si è combattuta sul campo della concretezza. Non nella ricerca di soluzioni a fronte di evidenti criticità. Ma, prima di tutto, sulle resistenze dei Conservatori al cambiamento cercato dai Riformisti.
I cannoni si armano nel momento in cui, di fronte all’esigenza forte di un cambiamento, di una risposta strutturale che il contesto ci propone e ci impone, le reazioni delle due parti, pre-determinate da un atteggiamento di fondo dell’essere umano nel modo di vivere e di approcciare le cose, esplodono e si contrappongono.
Lo vediamo oggi, come nel passato.....prosegue leggi l'articolo pubblicato sul numero 0 - Aprile 2007 del periodico Caffè Democratico

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E se i partiti fossero aziende?

di Daniela Gentili

Il mondo della politica e quello delle aziende appaiono distinti. Tra loro - nel sentire comune - c’è un divario profondo sia in termini strutturali, che metodologici. Non è vero. Può non esserlo.
Le aziende di successo hanno imparato che, per il raggiungimento degli obiettivi, è necessaria un’organizzazione, degli strumenti adeguati, un sistema di comunicazione interno ed esterno efficace ed anche una mission ed una vision.
Le risorse umane sono la componente essenziale dell’organizzazione, gli ingranaggi della macchina. Oltre al raggiungimento di obiettivi personali e gratificazioni, per i combattenti, che sarebbero poco motivati nel profondo dalla sola remunerazione, scendono in campo come arma del successo anche il senso di appartenenza, la percezione di giustezza dell’obiettivo che si sta perseguendo rispetto al benessere della collettività, come ad esempio l’erogazione di un servizio pubblico o di un prodotto che costituisce un valore aggiunto, il contributo al progresso, ecc.....prosegue leggi l'articolo pubblicato sul numero 0 - Aprile 2007 del periodico Caffè Democratico

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Finanziaria 2007: risanamento e sviluppo

di Corrado Belmonte

Pochi sanno che Romano Prodi è professore di Politica ed Economia Industriale all’Università di Bologna. La sua formazione economica si riflette completamente nella manovra finanziaria del 2007. Prodi con Andreatta e Sylos Labini, suoi maestri, hanno passato una vita intera a studiare il modo per rilanciare e far crescere l’industria italiana soprattutto nel settore che è diventato più competitivo: quello manifatturiero. La nuova manovra poggia su tre cardini: taglio del cuneo fiscale per le imprese, fondi ed agevolazioni alle imprese e lotta senza quartiere all’evasione fiscale.....prosegue leggi l'articolo pubblicato sul numero 0 - Aprile 2007 del periodico Caffè Democratico

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Liberalizzazioni: dalla parte dei cittadini

di Corrado Belmonte

Con il decreto legge n. 223 del 4 luglio 2006 convertito nella legge n. 248 del 4 agosto 2006 il governo approvava le seguenti misure per “sbloccare” l’economia:

alimentari: per fare il pane, basterà presentare una DIA, dichiarazione d’inizio attività, in comune;
assicurazioni: libertà per gli agenti assicuratori di vendere tutte le polizze aumentando la concorrenza delle condizioni proposte dalle assicurazioni;
authority: multe tra il 3% ed il 10% del fatturato per violazione delle norme sulla concorrenza; .....prosegue leggi l'articolo pubblicato sul numero 0 - Aprile 2007 del periodico Caffè Democratico

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Intervista a Fabrizio Grossi: i progetti per il sociale

di D.G.


D: Assessore Grossi, volendo esprimere in due parole la novità da introdurre, il cammino da percorrere, per quello che lei stesso definisce un’idea di sociale quali sceglierebbe?

R: Non ho dubbi: integrazione e progetti.

L’obiettivo è quello di un municipio sempre più vicino al cittadino.

Con l’integrazione socio-sanitaria, che coinvolge il Municipio ed il terzo distretto dell’Azienda USL RM/D, l’obiettivo è di realizzare una serie di azioni volte al miglioramento della qualità della vita del cittadino, rispondendo ai suoi bisogni ed alle sue esigenze. La salute va considerata non solo come assenza di malattia, ma come una condizione di equilibrio fisico, psichico e sociale.....prosegue leggi l'articolo pubblicato sul numero 0 - Aprile 2007 del periodico Caffè Democratico

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Indulto: un male necessario

di Cristiano Dani

In genere, quando si tratta l’argomento indulto, i giudizi non sono certo lusinghieri. Né verso il provvedimento né verso quegli ex detenuti che invadono le nostre città. La reazione è dovuta al fatto che una parte dei media, in maniera spesso strumentale, ha cavalcato i malumori della gente per fare sensazionalismo. E allora giù a scrivere e a raccontare di detenuti rientrati dopo poche ore in carcere per aver ricommesso lo stesso delitto, fino ad inventare la storia di una immigrato che avrebbe brutalmente sterminato la sua famiglia, mentre, in realtà, si trovava nel suo paese d’origine. Ma della stragrande maggioranza di ex detenuti che cercano faticosamente di inserirsi nella comunità chi ha scritto?.....prosegue leggi l'articolo pubblicato sul numero 0 - Aprile 2007 del periodico Caffè Democratico

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Il senso della cultura

di Emanuele Faina

Il senso della ricerca, l’amore per la conoscenza, l’urgenza di sapere, sono tratti distintivi dell’essere umano. In ogni epoca e ad ogni latitudine.
Dai culti misterici dell’antichità ai raduni di massa per i concerti pop, questa necessità interiore, intima e insopprimibile, ha cercato e trovato modalità sempre diverse e raffinate di venire alla luce.
Così, per esempio, dai misteri eleusini ha visto la luce il Teatro.
Dalla ritualità esoterica di pochi iniziati, la celebrazione dei valori spirituali, artistici, letterari (nonché religiosi) si è trasformata in patrimonio e manifestazione sociale.....prosegue leggi l'articolo pubblicato sul numero 0 - Aprile 2007 del periodico Caffè Democratico

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Per le vie di Pasolini

di Daniela Gentili

Associazioni, istituzioni e cittadini si incontrano al Trullo per un omaggio a Pier Paolo Pasolini. L’evento organizzato questo autunno, dall’associazione Insieme per il Trullo, nella Bibliotrulloteca di via Monte delle Capre, con il patrocinio del XV Municipio e dell’Assessorato alle Politiche Cultuali del comune di Roma e della regione Lazio, ha registrato un’ampia partecipazione di pubblico, catturando l’attenzione e toccando la sensibilità degli abitanti della zona e non solo......prosegue leggi l'articolo pubblicato sul numero 0 - Aprile 2007 del periodico Caffè Democratico

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La più grande biblioteca di Roma a Marconi

di Gino Auriuso

Un salotto e un parco divertimenti di 3500 metri quadri con 30mila libri, un ampio spazio dedicato ai piccoli fino a 6 anni, sale multimediali, spazi espositivi e una caffetteria. Luogo d’incontro, di studio, di svago.....prosegue leggi l'articolo pubblicato sul numero 0 - Aprile 2007 del periodico Caffè Democratico

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Una scomoda verità

di Daniela Gentili

Ci sono dei libri e dei film che non ci lasciano indifferenti, che ci trasmettono qualcosa. Alcuni si leggono o si vedono volentieri. Altri si riguardano, si citano, si ricordano. Pochi hanno la capacità di produrre un cambiamento nella nostra vita.
Una scomoda verità ha il potere di produrre un cambiamento nella vita di una persona, nel pensiero e nell’agire di un uomo ed anche di una collettività.
Al Gore, ex-candidato alla presidenza degli Stati Uniti, mette in guardia sui danni che l'effetto serra.....prosegue leggi l'articolo pubblicato sul numero 0 - Aprile 2007 del periodico Caffè Democratico

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Il Protocollo di Kyoto: soluzioni per un pianeta ammalato

di Luca Borreale

I cambiamenti climatici in corso sul nostro pianeta sono evidenti (è sufficiente avere memoria del vestiario che eravamo soliti utilizzare nell’autunno-inverno degli anni Novanta fa per poterli valutare). Un' evidenza così sfacciata da aver pesantemente sbilanciato il dibattito scientifico internazionale sull’effetto serra.....prosegue leggi l'articolo pubblicato sul numero 0 - Aprile 2007 del periodico Caffè Democratico

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Risparmio energetico nella finanziaria 2007

di Daniele Fappiano

Chi sostituisce la vecchia caldaia con una nuova meno inquinante o monta un pannello solare potrà usufruire di consistenti sgravi fiscali. Lo prevede il cosiddetto “pacchetto energia” della Finanziaria 2007.....prosegue leggi l'articolo pubblicato sul numero 0 - Aprile 2007 del periodico Caffè Democratico

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