L'angolo
dello psicologo:
ragione e sentimento in politica
Nella vicenda politica italiana di questi giorni…ci vorrebbe uno psicologo.
Forse si.
La psicologia, soprattutto quella che studia la personalità umana, ha dimestichezza col conflitto fra mente e cuore, fra ragione ed emozione, pertanto ha qualcosa da dire nella vicenda politica dell’Italia d’oggi.
La ragione consente di comprendere le parti in gioco in un sistema, e cercare le sintesi per farlo funzionare mentre lo indirizza verso obiettivi oggettivamente utili.
Le convinzioni, e le passioni a loro connesse, sostengono invece, di fatto, le “verità” di parte.
Servono sia la prima sia le altre, ma la scena politica italiana sembra interamente dominata dalle convinzioni e dai sentimenti. Stiamo ovviamente parlando di cuore e valori in piena buonafede, per la malafede e per l’opportunismo che in politica sono, altrettanto di fatto, presenti un po’ ovunque, occorrono considerazioni apposite.
Il momento politico appare caratterizzato da una responsabilità di governo giustamente, ma anche caparbiamente, affezionata alle ragioni della “ragione”, ma sorda a quelle del cuore e delle incrollabili convinzioni di parte. Il cuore, si sa, mal sopporta la ragionevolezza, quando sente sacrosante convinzioni che lo spingono. Tra sordi e santi, la sintesi è stata difficile.
I primi sono apparsi irremovibili. I secondi, alla prima occasione, come minimo, non sono andati a votare…
Come dire che la ragione, condizione necessaria e indispensabile, non basta . Occorre saper interpretare il cuore di chi vota.
In democrazia, infatti, per nostra fortuna, è come sul mercato: inutile produrre una cosa eccellente se poi il cliente non la compra, poiché non è quello che voleva. E il cliente vuole ciò che vuole, non ciò che dovrebbe volere, o sarebbe bene che volesse.
Le spinte del cuore portano però di qua e di là, da mille parti. Vale a dire da nessuna parte.
Gli psicologi analisti della scuola transazionale chiamano Adulto la parte della personalità capace di gestire gli stimoli delle parti più profonde ed emotive della stessa per accompagnarle verso obiettivi realisticamente utili.
Il PD dovrà essere l’Adulto della vita politica nazionale.
Come fa l’Adulto a svolgere la sua funzione nell’ambito della personalità? Non certo con la forza della ragione che non ha mai prevalso contro le passioni.
Può farlo solo gestendo la forza delle passioni in campo, ove gestire vuol dire: riconoscere valorizzare, integrare e, ove necessario, mettere in concorrenza affinché nessuna parte possa ricattare il tutto.
Il PD “sarà”, se saprà rappresentare tutte le domande significative della società e troverà il modo di integrarle, alleandosi con coloro che saranno capaci di fare questo gioco.
Per realizzare questo ruolo potrebbe essere necessario far transitare il sistema bipolare, con la sua perenne contrapposizione all’esterno ed i ricatti all’interno.
TO
Caffè
Democratico

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