Al cuor non si comanda! ...E non solo per i sentimenti
Una nuova rete di pronto intervento: i defibrillatori in farmacia
di Vittorio Gualtieri
Quando il cuore, il motore della nostra vita, smette di funzionare regolarmente, l’unica arma vincente è la tempestività.
I farmacisti raccolgono ogni giorno le confidenze di persone che all’improvviso e senza mai aver avuto alcun chiaro sintomo, sono dovuti correre al pronto soccorso per complicazioni al cuore.
In alcuni casi salvati dall’immediato aiuto di familiari, amici o passanti che hanno saputo riconoscere l’origine del problema ed allertare con rapidità i soccorsi. In altri casi per la celerità dell’ambulanza impegnata a districarsi nel traffico e comunque, come in tutti i casi, affidati alla fortuna di poter arrivare in tempo in ospedale per poter essere soccorsi e scampare ad una prematura dipartita.
Non occorre guardare le statistiche per sapere quanto sia probabile subire un infarto e a qualsiasi età.
Colpa dello stress? Della vita sregolata e dell’alimentazione sbagliata?
Sicuramente una buona prevenzione aiuta e piccoli accorgimenti che dovrebbero far parte della nostra vita quotidiana certamente tornano utili per combattere questa terribile eventualità.
Ma siamo sicuri possa bastare?
Alcune volte i problemi cardiaci derivano da predisposizioni genetiche ereditarie e a questo proposito tanto può essere detto. Perciò in questo caso e anche per chi non rinuncia ad una vita senza regole, deve esserci un aiuto concreto, una mano che si allunga istantaneamente per rialzare il malcapitato.
Che male c’è a voler donare un’altra possibilità? La vita è un diritto inalienabile ed è nostro dovere garantirla. Se non la pensassi così dovrei cambiare professione.
E quindi eccomi qui ad illustrare un nuovo progetto che proprio recentemente è stato presentato a Roma in Campidoglio e che vede impegnati congiuntamente FEDERFARMA e ARES 118.
Un progetto già operativo a Roma. Farmacie hanno già in dotazione un apparecchio che è in grado di analizzare il ritmo cardiaco e di indicare se sia necessaria o meno la scossa salvavita per ripristinare il normale ritmo cardiaco.
Tale apparecchio ha un preso nome: “defibrillatore semi-automatico esterno”, ed è prodotto da un’azienda leader mondiale nel settore elettromedicale cardiologico.
Non bisogna farsi impressionare dal nome, poiché l’uso è semplice ed è supportato da una specifica formazione finanziata esclusivamente dalla FEDERFARMA e rilasciata dall’ARES 118, l’Azienda Regionale Emergenza Sanitaria che si occupa del coordinamento delle operazioni erogate dagli operatori addetti alle emergenze sanitarie.
Quindi, all’interno delle farmacie l’utilizzo del “defibrillatore semi-automatico” viene affidato esclusivamente a quei farmacisti che abbiano frequentato un corso di formazione di cinque ore e che abbiano superato un piccolo esame finale di verifica.
Non è cosa da poco se pensiamo che soltanto dal 2001 è stato consentito l’uso di questi apparecchi in sede ospedaliera da personale non medico.
Oggi con questo semplice modello di “defibrillatore” è possibile, anche al di fuori dell’ospedale, effettuare un’analisi rapida del battito ed eventualmente salvare una vita somministrando lo shock elettrico.
E’ doveroso sottolineare che la rete di pronto intervento diminuisce i tempi di soccorso e nasce dalla collaborazione tra le istituzioni pubbliche e le farmacie private. E’ però finanziato esclusivamente da quest’ultime, le quali hanno voluto investire responsabilmente sulla propria professionalità e competenza, confermando ampiamente il ruolo di presidio socio-sanitario integrato nel territorio.
E’ previsto che entro il prossimo giugno in tutto il Comune di Roma entreranno a far parte della rete ben 91 farmacie. Sono numeri, ovviamente, destinati a crescere.
Tutto ciò ha l’aria di essere soltanto un punto di partenza (e, se mi è concesso, in qualità di farmacista ne vado fiero), perché un recente disegno di legge approvato alla Camera dei Deputati prevede l’obbligatorietà della presenza di defibrillatori semi-automatici in luoghi considerati strategici, come ad esempio aeroporti, stazioni, scuole e tanti altri.
Mi auguro che tale disegno di legge possa diventare presto Legge dello Stato, perché, volendo ribattezzare un noto proverbio, il tempo non è denaro …. È vita!
27 maggio 2007
TO
Caffè
Democratico

Editoriale