Finanziaria 2007:
Risanamento e Sviluppo
Pochi sanno che Romano Prodi è professore di Politica ed Economia Industriale all’Università di Bologna. La sua formazione economica si riflette completamente nella manovra finanziaria del 2007. Prodi con Andreatta e Sylos Labini, suoi maestri, hanno passato una vita intera a studiare il modo per rilanciare e far crescere l’industria italiana soprattutto nel settore che è diventato più competitivo: quello manifatturiero. La nuova manovra poggia su tre cardini: taglio del cuneo fiscale per le imprese, fondi ed agevolazioni alle imprese e lotta senza quartiere all’evasione fiscale.
Il taglio del Cuneo fiscale è all’incirca del 60% del costo del lavoro attuale, come illustrato da Anna Martina Leogrande nella Guida alla Finanziaria di Economy (vedi Panorama, ed. Mondadori). Per comprendere l’incisività dell’intervento si consideri che, tra contributi ed imposte, un’impresa sostiene spese all’incirca per 2100,00 € su un salario netto percepito da un lavoratore di ammontare pari a 1200,00 €. La riduzione del costo del lavoro che costituisce un notevole disincentivo alle assunzioni rientrava tra le priorità del Governo. Tuttavia, Prodi sa che un incentivo fiscale può non essere sufficiente a garantire lo sviluppo in quanto l’agevolazione si spalma su un territorio economicamente molto differente. Per questo, la manovra prevede l’istituzione di fondi di spesa per il sostegno e l’incentivo alla crescita delle imprese. Vengono istituiti il fondo per la competitività e lo sviluppo, il fondo per la finanza d’impresa ed il fondo per la ricerca scientifica con l’aggiunta di agevolazioni ed aiuti alle imprese che investono all’estero.
L’ammontare complessivo della finanziaria è di circa 34 mld €, un ammontare imponente derivante anche dai tagli alla amministrazioni pubbliche e dalle maggiori entrate della lotta all’evasione fiscale. Le Amministrazioni pubbliche hanno costi di gestione troppo elevati ed hanno prodotto un debito pubblico che è paragonabile solo a quello del Belgio e del Giappone che però ha tassi di produttività notevolmente differenti da quelli italiani. Un intervento sulla spesa pubblica era inevitabile come strumento di contenimento della spesa complessiva, soprattutto in quanto, Prodi si è prefisso, fin da subito, il pieno rispetto degli impegni presi con l’Unione Europea.
La lotta all’evasione fiscale vede l’inserimento di strumenti stringenti che dovrebbero garantire un maggior afflusso di entrate per il recupero dell’evasione in modo da riportare la bilancia fiscale in equilibrio.
La nuova legislazione fiscale è sicuramente la più dibattuta e contestata anche perché riguarda tutti i cittadini italiani.
La nuova manovra introduce anche le Siiq: le società di investimento immobiliare quotate dotando il mercato economico italiano di un nuovo strumento societario. In questo modo il governo interviene nel settore immobiliare che è stato il centro degli investimenti economici negli ultimi anni.
Un’altra novità consiste nel l’aggiornamento e nella modifica degli studi di settore che vengono estesi e correlati a parametri di produttività, tuttavia ancora in corso di definizione.
Certamente una manovra di queste dimensioni, 34 mld €, non poteva non suscitare discussioni e polemiche, ma rappresenta comunque un intervento sulla direzione della crescita nazionale. Indipendentemente dal governo Prodi e da quello precedente, l’Italia si trova ad un bivio: o imboccare la strada dello sviluppo e cercare di reggere la competizione internazionale oppure rimanere in attesa degli eventi, una strategia quest’ultima che non si capisce verso che cosa porterebbe.
Oltre questo si consideri che la situazione economica internazionale è profondamente mutata rispetto solo all’anno scorso. La Spagna di Zapatero è protagonista in Europa di un autentico boom tanto che potrebbe superare il nostro Pil in breve tempo. La Cina non accenna a diminuire la sua corsa ed anzi nuovi competitori internazionali si affacciano all’orizzonte. Il Brasile di Lula ed i finanzieri arabi ne sono un esempio. Certamente la legislazione può migliorare e gli errori devono essere corretti, non a caso si parla di continuare la strada delle liberalizzazioni che consistono nell’apertura di nuovi mercati a nuovi imprenditori. Comunque sia, in questo momento, restare fermi di fronte al cambiamento significherebbe tradire la fiducia ed i diritti degli italiani. Il paese ha bisogno di risposte, certezze ed un progetto cui guardare verso il futuro. La sfida riformista è tutta qui.
Composizione della Manovra Finanziaria 2007: L’Italia Riparte

Le previsioni della Crescita per i prossimi anni: (2006-2010)

Fonte elaborazione Ires
| GLOSSARIO |
| La legge finanziaria è, insieme a quella di bilancio, il principale documento giuridico previsto dall'ordinamento dello Stato italiano per regolare la vita economica del Paese. |
| la legge di bilancio è lo strumento previsto dalla Costituzione attraverso il quale il Governo comunica al Parlamento le spese e le entrate della vigente legislatura (cioè tira le somme delle entrate e delle uscite dell'anno così come sono previste dalle leggi in vigore) |
TO
10 aprile 2007
Caffè
Democratico

Editoriale